Colleatterrato, nuove proteste degli sfollati

31 Ottobre 2023

Gli inquilini del primo edificio riparato: «Nessuno ci avvisa sui tempi di rientro nei nostri alloggi»

TERAMO. Il settimo anniversario della scossa che a Teramo fece i danni più gravi è segnato da proteste e lamentele degli sfollati delle case Ater di Colleatterrato. Sono preoccupati gli inquilini di via Adamoli 48 su come e quando verranno loro riconsegnate le chiavi degli appartamenti del palazzo sgomberato nel 2016 per i danni del terremoto. Si tratta di 32 famiglie che in questi anni hanno trovato alloggi alternativi in attesa che si concludessero gli interventi di miglioramento sismico: ora i lavori sarebbero conclusi e il Comune ha infatti avviato le revoche delle ordinanze di sgombero. Ma, dicono i cittadini costituitisi in comitato inquilini Erp, dall'Ater non arrivano informazioni certe e il problema maggiore per queste famiglie è rappresentato dal fatto che oggi vivono in case in affitto per le quali hanno regolarmente versato caparre che rischiano di perdere se non disdicono i contratti con il dovuto anticipo. «Il problema delle caparre da recuperare per chi è in affitto rimane cosa seria: ci aspettiamo che da un momento all'altro ci vengano riconsegnate le chiavi, in barba alle continue richieste fatte sulla necessità per noi tutti di avere un certo preavviso per evitare di trovarci in difficoltà economiche», spiegano gli inquilini del comitato, preoccupati anche dal fatto di dover svolgere a proprie spese, e in tempi ristretti, lavori sia sugli arredi, rimasti nelle case dopo lo sgombero, sia a infissi e tapparelle che non sono stati sostituiti. Infine gli inquilini Ater sperano che prima del rientro nel palazzo di via Adamoli vengano eseguiti gli interventi di manutenzione sia sul verde, che tutto intorno regna sovrano, che sulla strada che costeggia il condominio e che appare fortemente malmessa.
Una lettera di protesta è stata inviata ai media da Anna Di Ottavio, terremotata di Colleatterrato e rappresentante degli sfollati, nonché ex presidente del comitato di quartiere, che scrive: «La ricostruzione – soprattutto degli edifici Erp – non è partita, al di là delle dichiarazioni propagandistiche e trionfalistiche di tutti gli attori. A chi giova questa modalità comunicativa e soprattutto la mancata ricostruzione? Sicuramente giova ai percettori del Contributo autonoma sistemazione, che bisogna continuare a mantenere sedati per evitare problemi di ordine pubblico». Di Ottavio sottolinea poi «il disagio dovuto alla totale mancanza di trasparenza e al mancato rispetto delle ordinanze commissariali: decine e decine di pec inviate – negli anni – all’Ater e alla Protezione civile non hanno mai avuto risposta; le pec inviate all’Ufficio speciale ricostruzione hanno avuto risposte risibili, gli esposti sono stati archiviati».(v.m.-d.v.)