«Collegare Isola ai Prati? Prima salvare la seggiovia»

7 Luglio 2017

TERAMO. È inutile parlare di un possibile collegamento fra la zona di Isola e i Prati di Tivo – e tra le ipotesi si parla anche di un collegamento con il casello autostradale di Colledara – se prima...

TERAMO. È inutile parlare di un possibile collegamento fra la zona di Isola e i Prati di Tivo – e tra le ipotesi si parla anche di un collegamento con il casello autostradale di Colledara – se prima non si risolvono i gravi problemi della stazione turistica del Gran Sasso teramano, a cominciare dal funzionamento della seggiovia. È questo il messaggio che il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino invia agli organizzatori del convegno che si svolge oggi a Isola sul tema del collegamento con Prati di Tivo. «Non potrò partecipare al convegno», scrive Di Sabatino in una nota, «al quale sono stato gentilmente invitato dal consigliere regionale Giorgio D’Ignazio. Me ne dispiace perché per la Provincia sarebbe stata l’occasione per fare il punto su una questione irrisolta e che, a mio avviso, è prioritaria rispetto a qualsiasi altro nuovo progetto e sto parlando del presente e del futuro della stazione turistica di Prati di Tivo». «Non ho dubbi», aggiunge il presidente della Provincia, «che quello del collegamento con la valle del Mavone sia un tema, ma se non ri-creiamo il “prodotto” montagna, consentendo a operatori e associazioni di conquistarsi il pane con il quale far vivere le loro attività, non avremo nulla da offrire ai potenziali visitatori. In una scala di priorità questo non può che essere il primo tema: insieme alla sentieristica, ai servizi di accoglienza e alla salvaguardia del patrimonio ambientale rappresentato da questo “monumento” della natura. Mi auguro che tutti gli attori non ci lascino soli a dipanare la matassa».
In queste ora, ricorda di Sabatino, la Gran Sasso spa – società in liquidazione partecipata dalla Provincia, dalla Regione, dalla Camera di Commercio, dai Comuni e dalle Università separate – sta selezionando personale per riaprire la cabinovia per salvare la stagione estiva. Ma occorre una soluzione stabile altrimenti, dice Di Sabatino, «mi pare ovvio, la montagna muore».