«Colleparco, la pista ciclabile è fuorilegge e pericolosa»

18 Febbraio 2016

Il Coordinamento ciclabili rileva: è troppo stretta e ripida, in parte invasa dalle auto e con strisce blu e non bianche

TERAMO. In 170 metri di pista ciclabile sono racchiusi «errori da manuale, tanto da rappresentare un caso esemplare di come non dovrebbe realizzarsi un percorso di biciclette». Il tratto in questione è quello appena allestito a Colleparco, in via Memmingen, tra gli incroci con via Balzarini e via Melarangelo. A evidenziarne le incongruenze è il "Coordinamento ciclabili Abruzzo teramano" che analizza l'opera realizzata su iniziativa del Comune e che fa parte di un più ampio progetto di riqualificazione del quartiere. L'allestimento di una nuova pista è sempre accolto positivamente dal Ciclat che, però, in questo caso non può fare a meno di evidenziare una serie di problematiche connesse all'intervento. A cominciare dal mancato rispetto delle prescrizioni del codice della strada che indicano standard precisi per i percorsi riservati alle bici, tra cui la larghezza delle corsie di almeno 2,5 metri e la pendenza non superiore al 5%. Misure che, lungo il tratto appena realizzato a Colleparco, sarebbero del tutto ignorate sia per l'inclinazione, molto superiore al parametro di riferimento, che per l'ampiezza, minore rispetto a quanto previsto dalla norma, della pista. «Ma la cosa più eclatante è la squillante colorazione blu della segnaletica orizzontale», sottolinea il coordinamento, «non prevista da nessuna normativa, visto che il codice della strada e il relativo regolamento prevedono il colore bianco sia per le strisce di corsia che per i pittogrammi». Per il Ciclat si tratta di una scelta «incomprensibile ed estemporanea» che amplifica la lunga lista di errori.

Tra questi figurano anche gli "stop" disegnati in corrispondenza dei passi carrabili che secondo il coordinamento, stando alle norme, sarebbero da sostituire con «linee di corsia discontinue». C'è però un ulteriore problema segnalato dal Ciclat. «Le auto in sosta nei parcheggi adiacenti la pista, non avendo elementi “ferma ruota” che impongono una distanza del cofano dal percorso ciclabile, spesso lo invadono», evidenzia, «con grave pericolo per chi dovesse avventurarsi in bici sulla ripida pista blu».

Il coordinamento, dunque, auspica un'immediata correzione degli errori riscontrati lungo il tracciato e che non siano ripetuti in occasione di altri interventi simili.

Gennaro Della Monica

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