Collina e montagna non ripetono l’exploit delle estati 2020 e 2021

13 Agosto 2022

«Il calo è del 40% anche se in questi giorni c’è il pienone» Prati di Tivo spera nel rilancio con l’effetto cabinovia

TERAMO. Ci si attende un Ferragosto e tutta la settimana prossima da pienone nell’entroterra teramano per riequilibrare una stagione che non sta brillando come la precedente. Il ritorno del bel tempo è la condizione necessaria per attrarre turisti: nei giorni scorsi la pioggia e l’incertezza meteorologica hanno generato una flessione nelle presenze, soprattutto quelle giornaliere. Una stagione che finora può essere paragonata a quelle pre-Covid e non a quelle da boom del 2020 e soprattutto del 2021, quando la montagna per i grandi spazi aperti che garantiscono il distanziamento è stata una delle mete preferite dagli italiani grazie anche al bonus vacanze (che non è stato rinnovato) e ai limiti verso l'estero. In compenso, però, sono tornati gli stranieri, soprattutto dal Nord Europa.
«Nelle zone montane e pedemontane del Teramano e di tutto l'Abruzzo si registra un calo del 40% di presenze», dichiara Daniele Zunica, imprenditore di Civitella e presidente onorario di Assoturismo Abruzzo, «il turista è tornato a preferire l’affollamento e le mete estere e anche se Ferragosto è soldout, non basta. Grande responsabilità è da imputare alla promozione turistica regionale, che ha completamente tagliato fuori l’interno».
Strutture ricettive piene a Castelli dove è stata allestita la Mostra-mercato dell’artigianato e lunedì si rinnova il rito del “Lancio del piatto” che richiama tante presenze. «Il boom dell’anno scorso non si registrava da vent’anni», spiega il maestro ceramista Antonio Simonetti, «ora si è tornati al normale e non entusiasmante trend delle estati pre-Covid e post-sisma».
A Prati di Tivo il riavvio della cabinovia sabato scorso e dopo due anni di stop ha dato una scossa al turismo, anche se la perdita di più di due mesi si fa sentire. «In pochi giorni non posso fare una valutazione, ma rispetto a due anni fa siamo a un terzo dei passaggi», prende atto il gestore Marco Finori, «non tutti sanno che abbiamo riaperto e il brutto tempo non ci ha avvantaggiato, ma contiamo nel pienone la settimana prossima». Tutto prenotato nei ristoranti e b&b, ma gli hotel più grandi ancora non sono pieni. L’imprenditore locale Antonio Riccioni sta studiando la possibilità di riproporre l’aperitivo in cabinovia a Ferragosto, mentre a settembre si riparte con i pranzi ad alta quota. «La riattivazione dell’impianto ci ha dato un impulso emotivo oltre che reale e l’afflusso dei turisti è migliorato», tiene a precisare.
Movimento anche sulla Laga. «Siamo soldout sia per il pernotto che per la ristorazione e registriamo presenze maggiormente dalle Marche», confidano Romolo Di Sero e Stefania Ercoli di Chalet n.7 a Valle Castellana.
C’è un ritorno di pellegrini nel santuario di San Gabriele. Padre Vincenzo Fabri dice: «Aumentano sempre di più, il piazzale è sempre pieno, la settimana prossima ci sarà un ulteriore incremento e dopo il 21 sono previsti oltre 10mila arrivi per la festa di San Gabriele. Stiamo tornando agli standard pre-pandemia anche se gli autobus, che l'anno scorso non potevano arrivare, non sono ancora numerosi come prima del Covid».
Si sono ripopolati, infine, i borghi dell’entroterra dove ci sono seconde case, ma siamo ben lontani dai numeri prima degli eventi sismici: i ritardi nella ricostruzione non consentono, purtroppo, a tante famiglie di tornare. È una piccola economia che dal 2009 non riesce a riprendere il volo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA