Cologna, sequestro bis dello chalet sul mare

16 Dicembre 2016

L’ufficio marittimo mette i sigilli: la struttura non era stata smontata come imposto dal giudice

ROSETO. Gli uomini dell’Ufficio locale marittimo (Locamare) di Roseto sono andati ieri mattina in Comune per comunicare l’avvenuto sequestro dello chalet sul mare a Cologna Spiaggia. Ancora una volta, dunque, sono scattati i sigilli nel piccolo stabilimento balneare costruito interamente in legno sul bagnasciuga di Cologna Spiaggia, quasi al confine con Giulianova.

Un primo provvedimento analogo era stato disposto dal Comune di Roseto dopo un sopralluogo effettuato dagli agenti della polizia municipale insieme agli addetti dell’ufficio urbanistico. Secondo i dati rilevati allora, lo stabilimento sarebbe stato costruito in difformità dalla concessione a causa di una non corretta rappresentazione dello stato dei luoghi. In pratica il progetto sarebbe stato presentato in base a una cartografia non aggiornata, che pertanto non avrebbe tenuto conto dell’erosione che ha ridotto l’arenile. Un nuovo elemento di valutazione che è andato quindi ad annullare la precedente, secondo cui il piccolo stabilimento balneare avrebbe potuto essere realizzato perché in possesso di una concessione demaniale rilasciata dagli organi competenti: l’ufficio lavori pubblici del Comune di Roseto e la Soprintendenza ai beni ambientali.

Ma il giudice non ha convalidato il primo sequestro, pertanto i gestori della struttura hanno potuto tenerla aperta, ma solo fino alla fine della stagione estiva, terminata la quale il manufatto avrebbe dovuto essere smontato e portato via al massimo entro il 15 di ottobre. Ma così non è stato, pertanto è scattata l’occupazione abusiva di area demaniale, materia di competenza della Capitaneria di porto, infrazione che prevede il sequestro tra le sanzioni accessorie. I problemi per lo chalet sul mare era sorto già nel momento in cui è stata posata la prima pietra.

A far scattare l’allarme è stato il Wwf di Teramo, i cui responsabili effettuarono un sopralluogo sul posto dietro segnalazione di alcuni cittadini, provvedendo poi a trasmetterne i risultati a tutti gli enti interessati. «Il Wwf, riservandosi ulteriori approfondimenti», si leggeva in una nota del gruppo ambientalista, «ha evidenziato la costruzione di quello che sembra essere uno stabilimento balneare le cui tipologie costruttive appaiono in contrasto con la normativa in materia e gli strumenti di pianificazione». L’associazione chiese inoltre agli organi competenti di procedere a una verifica di quanto realizzato, innescando controlli a catena il cui ultimo atto sembra essere il sequestro del manufatto.

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA