Colonnella, la scuola è da demolire

18 Febbraio 2018

Verrà ricostruita. La giunta approva il piano dei lavori: costeranno tre milioni

COLONNELLA. La scuola di Colonnella sarà demolita e ricostruita ex novo. La giunta Pollastrelli ha approvato venerdì 16 febbraio la variazione del piano triennale dei lavori pubblici 2018/2020 con l’inserimento del progetto per la messa a norma del polo scolastico attraverso la demolizione e ricostruzione in sito. Costo complessivo dell’intervento circa 3 milioni di euro.
Una decisione, quella di pensare ad un nuovo edificio, maturata a seguito delle verifiche di vulnerabilità sismica effettuate nella scuola di via Roma: intervenire con lavori di adeguamento sismico comporterebbe per il Comune una spesa di circa due milioni di euro, con il risultato di un edificio meno sicuro rispetto ad una nuova costruzione. Martedì è previsto l’invio della richiesta al ministero di specifici fondi stanziati per la sicurezza sismica nelle scuole ed entro il 30 marzo si saprà se la domanda è stata accolta. «In caso di risposta positiva», afferma il sindaco Leandro Pollastrelli, «avremo otto mesi di tempo per la progettazione dell’edificio e la gara di appalto. I lavori poi dovranno essere terminati entro un anno». Si dovrà nel frattempo pensare anche ad una sede temporanea dove trasferire gli studenti. Ma nel caso in cui i fondi ministeriali non arrivassero o fossero insufficienti? Pollastrelli si dice fiducioso, in quanto il Comune avrebbe tutte le carte in regola per ottenere il finanziamento in toto. Intanto però pensa anche ad un piano B: realizzare un valido progetto di scuola antisismica per andare eventualmente pure a bussare altrove. Sul tema domani il primo cittadino incontra la dirigente scolastica, il consiglio di istituto e i rappresentanti di classe. Non manca intanto di rispondere alle accuse dell’opposizione: «La Pandolfelli non accede agli atti del Comune e non si informa negli uffici competenti. Siamo già da mesi operativi con i tecnici comunali per gli interventi necessari sulla scuola».
Cinzia Rosati
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