Colpì al viso con una catena un passante che cercava di calmarlo: condannato
Un anno e quattro mesi a un teramano di 23 anni accusato di lesioni personali Il giovane aveva aggredito un compagno di scuola dell’allora fidanzata
TERAMO. Cercando di colpire con una catena un amico dell’allora fidanzata aveva invece raggiunto al volto un 29enne che era intervenuto per sedare la lite, provocandogli un lieve trauma cranico e una ferita lacero contusa al sopracciglio sinistro.
Una vicenda per la quale ieri mattina, al termine del processo di primo grado davanti ai giudici del collegio (presidente Domenico Canosa, a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini), il 23enne teramano Simone Barnabei, è stato condannato a un anno e quattro mesi per lesioni personali. Il pm Laura Colica, titolare del fascicolo, aveva chiesto per il ragazzo la condanna a sei anni e tre mesi, contestandogli le aggravanti dei futili motivi, dell’utilizzo della catena e dello sfregio permanente del volto (la vittima ha infatti riportato una cicatrice che non consente al sopracciglio di ricrescere). Un’aggravante, quest’ultima, esclusa dal tribunale che ha condannato il 23enne anche al risarcimento del danno alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Andrea Fantauzzi, da liquidarsi in separata sede, e a una provvisionale immediatamente esecutiva di tremila euro, riservandosi 60 giorni per il deposito delle motivazioni.
I fatti contestati a Barnabei risalivano a marzo 2017 quando secondo l’accusa, vedendo la sua fidanzata parlare con un compagno di scuola, lo avrebbe aggredito buttandolo a terra e iniziando una colluttazione. Un’aggressione avvenuta di fronte a diverse persone, con una donna e la parte offesa intervenuti per cercare di separarli. Ma Barnabei, sempre secondo l’accusa, invece di desistere avrebbe preso una catena dalla sua bicicletta e, cercando di colpire il compagno di scuola della ragazza, avrebbe invece raggiunto al volto l’uomo. (a.m.)
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