Coltellate alla ex, pena ridotta a 7 anni 

I giudici d’appello riducono di tre anni la condanna per l’operaio di Corropoli accusato di aver sferrato 14 fendenti

TERAMO. Le motivazioni diranno il perché. Per ora c’è un dispositivo di sentenza della corte d’Appello a stabilire la riduzione della pena da dieci a sette anni per Fabiano Cistola, il 36enne operaio di Corropoli, condannato in primo grado a dieci anni per il tentato omicidio della 39enne ex fidanzata Giusy Montecchia colpita con 14 coltellate.
Così hanno stabilito i giudici di secondo grado (collegio presieduto da Gabriella Tascone, a latere Alessandra Grilli) al termine di una lunga camera di consiglio conclusa ieri pomeriggio. Nella precedente udienza il sostituto procuratore generale Carlo Paolella aveva chiesto la conferma della condanna a dieci anni del primo grado al termine di un rito abbreviato. L’imputato è difeso dagli avvocati Gennaro Lettieri e Claudio Iaconi, la parte offesa che si è costituita parte civile è assistita dall’avvocato Florindo Tribotti.
Cistola, secondo lo psichiatra forense Stefano Ferracuti incaricato dalla corte di fare una perizia, è stato ritenuto capace di intendere e di volere, anche al momento dei fatti. La nuova perizia era stata disposta dalla Corte d’appello in accoglimento della richiesta fatta dai difensori Lettieri e Iaconi. Per Cistola anche il tribunale di Teramo aveva disposto una perizia psichiatrica che aveva stabilito come l’uomo fosse capace di intendere e di volere. In sede di Appello i difensori avevano chiesto una nuova perizia così scrivendo nel ricorso: «L’esame condotto dal perito è stato ben lungi dall’essere approfondito né ha tenuto conto delle precedenti diagnosi riferite ai disturbi psichici sofferti dall’imputato. La relazione descrive l’evento così come riferito negli atti senza svolgere alcuna valutazione sulle mosse compiute dall’imputato».
Nel febbraio del 2019 Cistola sferrò quattordici coltellate alla donna che lo aveva da poco lasciato dopo una convivenza, aggredendola sul lungomare di Tortoreto. La mattina del 22 febbraio, dopo aver squarciato con un taglierino la gomma dell’auto della ex, Cistola tornò a casa per prendere il coltello da cucina con cui pochi minuti dopo sferrò quattordici fendenti alla donna colpendola al ventre e al torace. Venne arrestato a poca distanza dopo una breve fuga. La donna per mesi è rimasta in prognosi riservata, sospesa tra la vita e la morte.(d.p.)
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