Comitato turistico, ancora nessun accordo

Operatori turistici e amministrazione in contrasto sull’ipotesi del voto ponderato
ROSETO. Ancora un nulla di fatto per la formazione del comitato-tavolo turistico: la bozza del regolamento è da rivedere. E’ stata questa la decisione del sindaco Sabatino Di Girolamo dopo l’ennesima riunione, che si è svolta giovedì sera, con i rappresentanti delle associazioni turistiche per discutere del regolamento sull’istituzione di un comitato-tavolo turistico che dovrebbe decidere come investire il 25 per cento degli introiti della tassa di soggiorno, circa 80mila euro, in promozione turistica. I punti ancora da chiarire sono due: la formazione del comitato e il diritto di voto.
Nella riunione precedente il consigliere di maggioranza Adriano De Luca aveva proposto di inserire nel comitato anche un rappresentante della Pro Loco locale e giovedì sera c’è stata un’altra richiesta per entrare a far parte del comitato, quella di Antonio Norante, presidente del Roseto Sharks. In merito al diritto di voto Giuseppe Olivieri, presidente di Roseto Incoming-operatori turistici, e Bruno Ciutti, rappresentante dei villaggi turistici, hanno proposto il voto ponderato (il meccanismo che regola le votazioni in base alla rappresentatività), chiedendo entrambi di avere più peso nelle decisioni. Tutte richieste che il sindaco, ora, dovrà valutare. «Credevo che giovedì sera si potesse arrivare a una soluzione», dice Di Girolamo, «invece la situazione si è complicata e ora dobbiamo valutare bene il da farsi». I consiglieri d’opposizione presenti hanno però evidenziato come il Comune abbia cambiato le carte in tavola. «Non si è rispettata la volontà della risoluzione che firmammo tutti», spiega Recchiuti, «ovvero quella di creare un organismo che avesse potere decisionale perché il sindaco nella bozza ha proposto un tavolo, e non un comitato, che dà solo parere consultivo». Molto critiche anche le associazioni, in particolare l’Assorose (commercianti) e Ara (albergatori). «Noi resteremo dentro il tavolo», afferma Annalisa D’Elpidio, presidente di Assorose, «ma rinunciamo al diritto di voto perché non siamo assolutamente d’accordo con il discorso del voto ponderato». Sulla stessa lunghezza d’onda Adriano De Sanctis, presidente di Ara. «È un discorso assurdo», aggiunge De Sanctis, «qui si parla di promozione turistica, di progetti per l’intera città, dunque non ha senso il discorso del voto ponderato». (l.v.)
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