Commissario ad acta per pagare un debito

7 Giugno 2017

Sant’Omero, il Comune deve 600mila euro per un esproprio mai indennizzato ma ora non ha soldi

SANT’OMERO. Per il maxi debito De Berardiniis arriva il commissario ad acta. Lo ha nominato il prefetto dell’Aquila, su indicazione del Tar, per procedere alla liquidazione del debito di circa 600mila euro che il Comune di Sant’Omero ha dovuto riconoscere a seguito della sentenza del giudice civile. Sono trascorsi i termini utili per la procedere alla liquidazione, nonostante il riconoscimento del debito fuori bilancio e dopo la transazione tra ente e creditori, per cui dovrà essere il commissario ad acta a svolgere le pratiche al posto del Comune per chiudere la questione. Chiusura che però sembra lontana perché il Comune non ha soldi, ha chiuso il bilancio senza un euro di avanzo e soprattutto ha somme impignorabili. Per giunta, le uniche somme sulle quali gli avvocati (di altri creditori) con decreto ingiuntivo avevano messo le mani (insufficienti a coprire i saldi) erano quelle del conto corrente postale. Insomma, tra la causa De Berardiniis, la vertenza vinta dal capo dei vigili urbani e ed altri creditori, il Comune ha debiti per non meno di un milione di euro. Debiti che appartengono alle passate amministrazioni, ereditati dall’attuale sindaco Andrea Luzii. Tornando alla causa De Berardiniis, il sindaco aveva chiesto un mutuo alla Cassa depositi e prestiti che però aveva risposto picche perché pendeva davanti al Tar il giudizio relativo all’istanza di dissesto finanziario del Comune. A quel punto, per il sindaco di Sant’Omero era scattata una corsa contro il tempo per trovare un istituto bancario disposto a concedere il mutuo e, per far ciò, doveva fare una gara. Il cui esito è stato negativo. Il consiglio comunale di Sant’Omero, all’unanimità, prima dello scorso Natale, aveva votato l’approvazione del debito fuori bilancio di 680mila euro della causa De Berardiniis, per degli espropri mai pagati anni addietro. Il taglio della cifra iniziale, che era di 750mila euro, in virtù della sentenza del giudice a carico delle casse comunali, era frutto della transazione stragiudiziale condotta dall’amministrazione civica santomerese. L’area, che si trova nella zona produttiva, vene espropriata nel 2002-2003, quando il terreno valeva meno di centomila euro. Se il Comune, che pure all’epoca aveva accantonato i fondi, avesse pagato subito se la sarebbe cavata con questa cifra, mentre ora il debito è diventato sei volte più grande. Alex De Palo
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