Commosso addio della città a Elia e Carlo

Folla ai funerali dei due pescatori morti nel naufragio dell’Eliana. C’erano anche le marinerie di Pescara e Silvi
GIULIANOVA. Lacrime, dolore, costernazione, speranza ed affetti perduti hanno caratterizzato i funerali di Elia Artone e Carlo Mazzi, i due marittimi deceduti martedì scorso nell’affondamento del peschereccio Eliana. Gremita la chiesa di San Pietro Apostolo, dove amici, conoscenti e gente comune hanno voluto abbracciare i familiari dei due sfortunati uomini di mare, caduti sul posto di lavoro durante una tempesta che ha travolto la loro imbarcazione. Il funerale è iniziato puntualmente alle dieci e già diversi minuti prima dell’arrivo delle bare il piazzale della chiesa accoglieva moltissime persone. I carri funebri, uno proveniente dall’ospedale di Giulianova e l’altro da quello di Teramo, sono giunti assieme ed i due feretri si sono ricongiunti idealmente davanti alla comunità giuliese. Palpabile la commozione dei presenti che hanno sostenuto il dolore i familiari. All’inizio del rito, dopo una breve introduzione del parroco del Lido don Ennio Lucantoni, ha preso la parola il vicario del vescovo don Davide Pagnottella che ha letto un messaggio di monsignor Michele Seccia impegnato fuori regione per i funerali del vescovo dell’arcidiocesi di Trani. Il vescovo di Teramo ha voluto sottolineare che la tragedia lo ha trovato lontano, ma comunque vicino nello spirito invitando tutti ad una preghiera fraterna per Elia e Carlo. Il vicario ha ricordato che «la vita è normalmente lunga, ma sempre a tempo determinato». Tutti assieme i sacerdoti, scendendo tra i fedeli presenti, hanno impartito il sacramento della comunione. Quindi don Ennio ha aperto il rito del commiato ribadendo che il distacco terreno è soltanto un arrivederci. Nel contempo il sacerdote ha ricordato il sacrificio dei due marittimi che si sono esposti alle insidie delle acque ed al pericolo nella consapevolezza di servire le proprie famiglie. Lo stesso parroco ha ricordato che Elia e Carlo hanno ricevuto la formazione cattolica proprio in quella chiesa aggiungendo: «Non potrò mai dimenticare la presenza di Elia nella processione della Madonna del Portosalvo con tutti i pescherecci che ha avuto, come il Marisella, l’Ercole ed infine l’Eliana. È stato sempre un punto fermo per noi e per quanti pregano per la Madonna dei marinai». Toccante la lettera delle sorelle di Elia, letta da un giovane nipote, nella quale è stato ribadito non solo il grande affetto per il fratello, ma è stata anche ricordata la sua figura di marito, di padre e di grande lavoratore con la sconfinata passione per tutto ciò che sapeva di mare e di salsedine. Alla fine ha voluto portare la propria testimonianza anche il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro che ha ricordato la figura dei due marittimi affermando che quando si è spesso in acqua per riportare a casa la pagnotta il pericolo è sempre dietro l’angolo ed all’improvviso si abbatte su cose e persone.
All’interno della chiesa di San Pietro Apostolo hanno trovato spazio, accompagnati dai vigili urbani, i gonfaloni ufficiali dei comuni di Pescara e Giulianova. In rappresentanza del primo cittadino pescarese c’era l’assessore delegato alle problematiche del mare Riccardo Padovano. Lo stesso ha preannunciato per la giornata di oggi, alla fine della processione che parte dalla chiesa di Sant’Andrea, il rilascio in mare di una corona di fiori dedicata ad Elia Artone e Carlo Mazzi voluta dalla marineria del capoluogo adriatico presente ieri in delegazione assieme ai colleghi di Silvi. Ai funerali presenti tra gli altri anche Vincenzo Staffilano di Federpesca, Flaviano Di Giosafat del sindacato Uila, il capitano dei carabinieri Domenico Calore e il maresciallo Angelo Varletta, il comandante dell’ufficio marittimo tenente di vascello Clarissa Torturo, il presidente della Camera di commercio Gloriano Lanciotti e dell’Ente porto Marco Verticelli. Rappresentanze dell’Associazione marinai d’Italia, della Croce Rossa e della Protezione civile hanno seguito la funzione religiosa.
Alfonso Aloisi
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