Comunali, vince la continuità: confermati 17 sindaci su 19

12 Giugno 2024

Possenti (Pd): «Ora dobbiamo riflettere sui risultati negativi di Atri, Sant’Egidio e Giulianova» Gatti (FdI): «Eccezionale il risultato giuliese, a Mosciano si poteva anche ribaltare la situazione»

TERAMO . Continuità: è la parola che meglio sintetizza la tornata elettorale dell’8 e 9 giugno nel Teramano. In provincia sono stati 23 i comuni dove i cittadini sono stati chiamati alle urne per il rinnovo dei consigli comunali: tante riconferme, pochissime novità. In 19 casi si sono candidati sindaci uscenti e 17 di loro (compresi comuni più grandi come Giulianova, Campli e Mosciano Sant’Angelo) hanno ottenuto il favore degli elettori restando al proprio posto per il bis, tris e in alcuni casi per il quarto mandato. A fare eccezione sono stati: Penna Sant’Andrea, dove l’ex primo cittadino Severino Serrani ha ceduto all’assalto di Nicola Salini, e Montefino, dove l’uscente Ernesto Piccari ha consegnato la fascia a Luigi Giammarino.
Di continuità si può parlare a Pineto dove a vincere è stato Alberto Dell’Orletta, già vice sindaco del predecessore Robert Verrocchio, contro Cleto Pallini. Su coordinate di continuità un po’ diverse si è mossa Tossicia dove il neo eletto Franco Tarquini aveva già amministrato prima dell’ultima giunta a guida Emanuela Rispoli (fatta cadere dalla sua maggioranza) che con lui aveva governato. A sfidare Tarquini, però, c’era Nando Timoteo, già nella giunta Rispoli. Dove si può parlare di discontinuità, invece, è a Cermignano e Sant’Egidio alla Vibrata. Nel primo caso Danilo Del Cane ha vinto per tre voti sulla sfidante Elisa Marchiselli, già nell’amministrazione dell’ex sindaco Febo Di Berardo candidatosi nella lista a suo sostegno. Nel centro vibratiano invece l’ha spuntata Annunzio Amatucci che ha battuto sia il vice sindaco uscente Luigino Medori che Alessandro Forlini del centrodestra. Un quadro, quello venuto fuori dalle amministrative, che non stravolge gli assetti politici ma spinge partiti e movimenti d’area a riflessioni interne.
Perché se è vero che la quasi totalità dei comuni si è mossa su liste civiche, è altrettanto vero che non sono mancate a queste appoggi dei partiti e sostegno di personalità delle istituzioni locali. Fra chi è pronto ad aprire una riflessione interna è di certo il Pd che se da un lato festeggia vittorie che vanno da Pineto a Mosciano, fino a Penna Sant’Andrea e Torano, dall’altra dovrà «approfondire la situazione di Atri, dove abbiamo perso con un distacco molto più ampio rispetto alla volta scorsa contro il medesimo candidato sindaco. Anche su Campli dovremo ragionare», commenta Piergiorgio Possenti, segretario provinciale del Pd. Nota dolente per il centrosinistra è Giulianova: «prendendo atto della vittoria netta degli avversari, rileviamo che però siamo tornati dopo cinque anni ad avere due eletti Pd in consiglio comunale. Da qui, da loro, ricominciamo un percorso di ricostruzione», conclude Possenti. Sul fronte opposto, quello del centrodestra, la soddisfazione è molta per vittorie in realtà importanti come Giulianova, Atri, Sant’Egidio.
«Siamo andati bene e in certi casi meglio delle previsioni: il successo di Giulianova poi è eccezionale se si considera la storia della città», commenta Paolo Gatti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, «per Campli c’è poco da commentare, mentre su Sant’Egidio anche se ci siamo divisi abbiamo centrato l’obiettivo», prosegue Gatti, «dispiace per Mosciano: se si fosse trovata una sintesi, come abbiamo provato a fare, avremmo potuto ribaltare la situazione. Per il resto tante conferme, pochi cambiamenti e un quadro pieno di situazioni spurie, cioè di civiche ibride. Il vero dato politico è quello delle europee dove il centrodestra è andato benissimo».
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