Comune, i debiti scendono da 35 a 31 milioni

Di Girolamo: «Nei primi tre anni siamo stati costretti a fare sacrifici ma ora il bilancio è stato risanato»
ROSETO. Riduzione dell’indebitamento da 35 a 31 milioni di euro, anticipazione di cassa da meno 4 milioni e 800mila euro a un attivo di 1 milione 270mila euro, ma anche 2 milioni di euro di mutui richiesti per le opere pubbliche.
Sono alcuni dei numeri del bilancio attuale del Comune, ricordati dal sindaco Sabatino Di Girolamo durante l’ultimo consiglio comunale del 30 novembre in occasione della discussione sull’approvazione del bilancio consolidato 2019. «Siamo stati costretti a tanti sacrifici nei primi tre anni», dice il sindaco, «ma ora il bilancio è risanato. Gli interessi passivi sono stati ridotti in tre anni di 90mila euro, il disavanzo poi era di 7 milioni 4 anni fa e ora è di 5 milioni, sono cresciuti gli accantonamenti, ovvero il fondo crediti di dubbia esigibilità, passati da 9 milioni a 12 milioni di euro, e il fondo contenziosi, fermo a zero accantonamenti nel 2016, è ora a 1 milione 800mila euro e permette all’ente di coprire eventuali risarcimenti». Da giugno 2018 è stato creato un ufficio legale interno che ha permesso all’ente di risparmiare 170mila euro all’anno e con la costituzione di un ufficiale di riscossione dal 2017 il Comune ha incassato 500mila euro di riscossione coatta. «Il bilancio risanato ci ha permesso», continua Di Girolamo, «anche in occasione della verifica degli equilibri, di prevedere una digitalizzazione dell’archivio con 20mila euro nel 2020, 50mila nel 2021 e 50mila nel 2022. Questo permetterà ai tecnici di cercare sul web tutte le pratiche. Abbiamo inoltre previsto fondi per sbloccare i vecchi condoni, oltre a tutte le opere pubbliche partite e che devono partire a breve».
Una situazione dei conti positiva, ora, che ha comportato però nel primo anno di amministrazione l’aumento della Tari di circa il 50 per cento a famiglie e imprese, ora riportata ai livelli del 2016 per le famiglie ma non ancora per le attività e tanti fondi sottratti alla manutenzione del territorio. «Abbiamo ereditato una situazione di grave sofferenza economica», precisa il sindaco, «e appena ci siamo insediati fu valutata anche l’ipotesi di ricorrere al predissesto. Sarebbe stata però una mazzata per il Comune, e allora abbiamo scelto la strada dei sacrifici nei primi anni».
Rispetto all’amministrazione precedente, l’attuale ha potuto contare dal 2018 sulle entrate dei parcheggi a pagamento, circa 800mila euro in tre anni, mentre i proventi della tassa di soggiorno, introdotta nel 2018, sono serviti per finanziare gli eventi estivi e alcune opere di manutenzione.(l.v.)
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