Comune in giudizio per la centrale
Colonnella, ricorso della ditta che vuole costruire l’impianto a biomasse
COLONNELLA. Contro la decadenza del “Provvedimento unico regionale” che autorizzava la Sagitta Immobiliare a costruire un impianto a biomasse da 6 megawatt a Colonnella, la società ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. La Sagitta chiede l’annullamento della sentenza del Tar Abruzzo del 2015 che aveva annullato l'autorizzazione accogliendo il ricorso del Comune. In realtà, il ricorso della società è diretto alla Regione, ma il Comune ha ritenuto comunque doversi costituire in giudizio ed opporsi all’istanza di riforma della sentenza. La Sagitta immobiliare, titolare dell’autorizzazione dell’impianto a biomassa (scaglie di legno), dal 10 luglio 2013 aveva tempo un anno per avviare il cantiere. La vicenda tiene banco dall’estate 2012, da quando venne annunciata la costruzione della centrale, alla quale seguì la sospensione dei lavori per approfondire il tema a firma del sindaco di Colonnella Leandro Pollastrelli contro cui venne fatto ricorso al Tar con la richiesta di 40milioni di risarcimento. Il tribunale amministrativo diede ragione al Comune, sostenendo la legittimità dell’azione sindacale. Seguirono raccolta di firme, costituzione di comitati, studi sull’impatto ambientale. Il 10 luglio 2013 la Sagitta ottenne il provvedimento unico regionale. Gli atti vennero secretati da Pollastrelli mentre ufficio tecnico comunale e polizia locale monitorarono l’area cantiere lungo la vallata del Tronto accertando l’assenza di qualsiasi attività edilizia. A luglio 2014, il Comune sostenne la decadenza del provvedimento regionale per inerzia della Sagitta. La Regione, sulla scorta della documentazione comunale, chiese lumi all’impresa che produsse, però, documentazione inidonea a dimostrare l’avvio dei lavori giungendo al provvedimento di decadenza dell’autorizzazione da parte della Regione. (a.d.p.)
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