Comune, lite in maggioranza sulle regole per i campi sportivi

14 Aprile 2015

Di Sabatino, Micheli e Sbraccia abbandonano la commissione in polemica con le dichiarazioni dell’assessore Lucantoni. Contestati anche aspetti della nuova normativa sui servizi cimiteriali

TERAMO. La gestione degli impianti sportivi fa fibrillare la maggioranza comunale. Durante la seduta della commissione affari generali, che ieri mattina ha esaminato il regolamento per l'assegnazione delle strutture su cui giovedì dovrà esprimersi il consiglio, sono affiorate tensioni tra i rappresentanti del centrodestra. In particolare Alfonso Di Sabatino Martina, Domenico Sbraccia e Raimondo Micheli hanno abbandonato la seduta subito dopo la relazione introduttiva dell'assessore allo sport Francesca Lucantoni contestandone alcuni aspetti formali che, per loro, assumono peso sostanziale sul piano dell'accortezza politica. L'amministratore, in pratica, nel sottolineare la «sensibilità sportiva» di alcuni consiglieri che hanno contribuito alla stesura del regolamento avrebbe implicitamente relegato gli altri al ruolo subalterno di meri portatori di consenso in sede di votazione. Una gaffe imperdonabile secondo i tre i consiglieri che, dunque, hanno deciso di non garantire oltre la loro presenza in aula.

Di Sabatino Martina ricorda la faticosa gestazione del provvedimento e aggiunge: «Se viene meno anche la forma, diventa tutto più difficile. Sono andato via per evitare di rispondere». Non sarebbe la prima volta che toni ed espressioni utilizzati dall'assessore urtano la sensibilità istituzionale dell'ex vice sindaco, che invoca «un confronto rispettoso dell'intelligenza politica» e delle regole su cui si fondano i rapporti in maggioranza. I «ringraziamenti parziali» non sono andati giù neppure a Sbraccia. «Non è il modo di gestire una situazione», fa sapere, «non è l'atteggiamento giusto». Il consigliere ritiene legittime anche le contestazioni mosse dalla minoranza sul fatto di aver ricevuto il regolamento solo in commissione. Secondo l'assessore il testo non era pronto prima, ma sia Gianguido D'Alberto (Pd) che Fabio Berardini (Movimento 5 stelle) durante la commissione hanno fatto notare che il contenuto del provvedimento era stato anticipato dal Centro. Per il capogruppo dei democratici si tratta di «un metodo inqualificabile» mentre secondo il rappresentante grillino «si è superato il limite del ridicolo: l'assessore Lucantoni esce dalla commissione sconfitta proprio da coloro che dovrebbero essere dalla sua parte».

La polemica è attenuata da Micheli. «Sono andato via perché avevo altri impegni», tiene a precisare ma lancia comunque un altolà, «non vuol dire che condivida il provvedimento, lo valuteremo in consiglio». Il rappresentante di Fratelli d'Italia esprime dubbi anche sul regolamento dei servizi cimiteriali. Le sue perplessità attengono all'assenza nel testo di riferimenti alle tariffe che devono essere quantificate dalla Team ma anche sulla discrepanza tra la concessione quarantennale dei loculi e l'affidamento del servizio alla spa pubblico-privata in scadenza nel 2021. «I canoni vengono pagati in anticipo per quarant'anni alla società», spiega, «che però ha la gestione assicurata solo per i prossimi sei anni». Non è chiaro, insomma, che fine farebbero le quote versate dagli utenti nel caso in cui il servizio fosse affidato a un gestore diverso. Il provvedimento sarebbe carente, secondo D'Alberto, anche sull'apertura di camere di commiato e case funerarie, strutture private da destinare a cerimonie funebri laiche e all'accoglienza delle salme prima dei funerali. «Nel regolamento», osserva, «mancano i criteri per l'individuazione delle aree in cui allestirli come richiesto dalla normativa regionale". Angelo Puglia (Al centro per Teramo) si sofferma invece sul problema dei loculi presi in prestito. Secondo lui è necessario inserire una norma transitoria nel regolamento che individui una graduatoria speciale per le famiglie che hanno defunti "in appoggio" a cui dare priorità nell'assegnazione di nuovi spazi disponibili nei cimiteri.

Gennaro Della Monica

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