Comune, maggioranza in fibrillazione

Di Timoteo rompe contestando l’allargamento, che invece piace a +Europa. Cipolletti invita a marginalizzare Italia Viva
TERAMO. La maggioranza comunale entra in fibrillazione. La lettera-appello del sindaco Gianguido D’Alberto sull’allargamento della coalizione e l’approdo in consiglio di Italia viva innescano reazioni a catena che rischiano di compromettere la stabilità dell’alleanza. Il contraccolpo più forte arriva dalla civica “Insieme possiamo”. Sono bordate pesanti quelle sparate da Francesca Di Timoteo, presidente della commissione urbanistica, contro l’invito rivolto da D’Alberto a Giovanni Cavallari e al gruppo formato da Mauro Di Dalmazio e Graziano Ciapanna.
INSIEME NON PIÙ. «Lei apre a nuove frontiere politiche coinvolgendo forze che erano nostre avversarie», attacca Di Timoteo, «questo è un atto di sopravvivenza». L’iniziativa non avrebbe niente a che fare con il rinnovamento «ma ripete un cliché già visto e sperimentato in un recente passato». Per Di Timoteo lei e Ilaria De Sanctis, che con D’Alberto hanno dato vita a “Insieme possiamo” nella passata consiliatura, sono state invece dimenticate per mancanza di coraggio da parte del sindaco. «Ha delegato la formazione della giunta», afferma Di Timoteo, secondo cui anche i risultati amministrativi sarebbero deludenti a causa di decisioni «totalmente sbagliate». Di Timoteo proseguirà il suo mandato «nella più totale indipendenza», quindi fuori dalla lista civica.
ALLARME RENZIANO. A non digerire la conversione al partito di Matteo Renzi della vicesindaco Maria Cristina Marroni e dei consiglieri Giovanni Luzii e Osvaldo Di Teodoro, eletti con ‘Teramo 3.0’, nonché di Flavio Bartolini, proveniente dal Pd, è Vincenzo Cipolletti, altro rappresentante in consiglio di “Insieme possiamo” e da poco entrato nella segreteria regionale di Articolo 1. Al di là della distanza personale dalle politiche renziane, non lo convince affatto la natura dell’operazione. «Non parte dal basso, ma è strategica», afferma, «ci sono dietro quelli andati via dal Pd che hanno sempre fatto un discorso diverso dal nostro, come nel caso del Ruzzo». L’approdo di “Italia viva” in Comune per Cipolletti è insomma «il classico cavallo di Troia», messo lì in sostanza per destabilizzare la coalizione. La trappola andrebbe disinnescata. «Se però tutto resta uguale, la mia fedeltà alla maggioranza non è in discussione», tiene a precisare Cipolletti, «ma in quel caso il mio sostegno sarà più critico».
L’APERTURA. All’appello del sindaco risponde Cavallari, che si dice pronto ad approfondire i contenuti della proposta. «Sono disponibile a sedermi al tavolo e ascoltare», spiega, «dopo ci sarà un ragionamento ulteriore che scaturirà dal confronto con la lista». L’ex candidato sindaco di “Bella Teramo”, insomma, aspetta una convocazione da parte di D’Alberto per entrare nel merito dell’appello all’avvio di una nuova fase dell’attività amministrativa. «Siamo nati per il bene della città e la storia che mi lega a lui», sottolinea il consigliere ricordando i suoi trascorsi in consiglio al fianco del primo cittadino, quando entrambi militavano nel Pd ed erano all’opposizione, «non può che vedermi attento all’iniziativa». Resta il fatto, però, che la lettera è generica, a detta di Cavallari. «È una dichiarazione d’intenti», fa notare, «ma bisogna capire che tipo di rinnovamento e quale programma il sindaco vorrà mettere in campo». L’adesione dunque non è scontata, né si può tradurre nella firma di una cambiale in bianco. «Se il dialogo produrrà un effetto positivo», conclude il consigliere, «lo vedremo nei prossimi giorni».
L’AVALLO. Pieno sostegno all’iniziativa di D’Alberto è assicurato da +Europa. Il gruppo formato da Emiliano Carginari e Ilaria De Sanctis «vede come una grande opportunità l’apertura alle forze civiche e democratiche che, pur essendo approdate in consiglio comunale da competitors, nel corso di questi mesi di consiliatura hanno mantenuto un atteggiamento propositivo e di confronto leale solo per il bene della città». Nel riaffermare la propria solidità interna, sconfessando così le voci di fuoriuscite verso Italia viva, il gruppo «osserva con la massima attenzione – scevro da qualsiasi tipo di intromissioni e rivendicazione di posizioni – l’evolversi dell’iniziativa di coinvolgimento delle nuove componenti atto a rinforzare una azione politica e di governo a favore della città». L’auspicio di Carginari e De Sanctis, dunque, è che da nuovi assetti della maggioranza possano scaturire «strumenti e azioni utili ed efficaci a garantire a Teramo il ruolo di centralità che le compete».
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