Comune, rinasce l’idea del polo scolastico

4 Luglio 2015

L’Agenzia del Demanio stanzia fondi anche in Abruzzo per recuperare immobili pubblici in disuso

TERAMO. Polo scolastico e accorpamento degli uffici comunali: sono i due progetti che, anche per assenza di risorse, sono finiti nel dimenticatoio delle opere pensate dall’amministrazione di centrodestra ma che potrebbero essere rispolverati presto grazie a nuovi fondi che il Comune può intercettare. A renderlo noto è l’assessore all’anagrafe e agli affari legali Mirella Marchese al termine di un incontro avuto a Pescara con i vertici dell’Agenzia del Demanio, approdati in Abruzzo per presentare iniziative e fondi a disposizione per il recupero e il riuso di beni e immobili pubblici. Una finalità, quella del recupero dei contenitori urbani abbandonati, che si sposa peraltro con uno degli obiettivi rilanciati dal sindaco Maurizio Brucchi negli ultimi confronti con la sua maggioranza.

«Si tratta di somme consistenti che l’Agenzia mette a disposizione per la valorizzazione di immobili di proprietà degli enti pubblici, e destinate anche a finanziare a monte gli studi di fattibilità per quei progetti che verranno giudicati validi. La mia idea», spiega l’assessore Marchese, «è quella di riuscire a ottenere questi fondi per rilanciare la possibilità di un accorpamento degli uffici comunali. Un’idea tornata attuale anche in vista delle esigenze di spending review e contenimento delle spese sulle utenze. Ma grazie a questi fondi potremmo anche rivalutare la possibilità di realizzare il polo scolastico che era tra gli obiettivi rimasti in sospeso». L’assessore ha indicato le linee generali di quest’azione a sostegno degli enti pubblici dall’Agenzia del Demanio ma ha precisato tuttavia che gli immobili da individuare e le finalità dovranno essere condivide con il sindaco e con l’intera maggioranza prima di tornare con delle proposte al prossimo incontro fissato con il direttore dell’Agenzia Roberto Raggi e ottenere fondi inseriti nell’ambito del decreto “Sblocca Italia”. «I fondi sono destinati al recupero di tutti i beni in possesso degli enti pubbici, quindi rappresentano un valido supporto anche per gli immobili di proprietà della Provincia o della Asl», ha detto Marchese, «penso all’ex ospedaletto di corso Porta Romana o alle dimore destinate ai malati psichiatrici di Casalena in abbandono. Ritengo sia un’opportunità che la città possa cogliere ai fini di un rilancio urbanistico, ma anche occupazionale visto che gli interventi cantierabili darebbero ossigeno alle tante imprese edili in sofferenza in questo momento di crisi».

Marianna De Troia

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