Comune, via libera al rendiconto dopo 8 ore di scontro in consiglio

Di Padova: «Il ritardo è stato legato alle elezioni e all’urgenza di lavorare sui progetti del Pnrr» L’opposizione: «Eccessivi i fondi per gli eventi, concessi a pioggia e penalizzando altri settori»
TERAMO . Con 20 voti a favore e sette contrari è arrivato ieri il via libera al rendiconto 2022: dopo otto ore di discussione il consiglio comunale ha approvato il documento presentato dall’assessora al bilancio Stefania Di Padova, che ha snocciolato i numeri che raccontano l’attività e le scelte messe in campo dall’amministrazione, spiegando anche le ragioni del ritardo con il quale si è giunti alla votazione. E i tempi per l’approvazione, che tecnicamente non potevano andare oltre il 30 aprile, sono stati oggetto di critica dell’opposizione ieri come nei mesi scorsi. Di Padova ha spiegato che la tempistica è analoga a quella di tante amministrazioni «comprese quelle che non hanno dovuto affrontare le elezioni», ha detto, ricordando come l’urgenza di lavorare sui progetti del Pnrr sia stata una concausa dello slittamento.
I NUMERI DEL RENDICONTO:
L’AVANZO È DI 5,5 MILIONI
«L’esercizio 2022 si chiude con un risultato finanziario d'amministrazione di 60 milioni e con un avanzo di 5,5 milioni. Questo rendiconto non solo dimostra la solidità dei conti del nostro Comune ma certifica la corrispondenza tra ciò che nella precedente consiliatura abbiamo pianificato e ciò che è stato eseguito», ha detto Di Padova sottolineando come il Comune abbia fatto fronte al Covid e ai rincari dovuti alla guerra in Ucraina «senza gravare sulla tasche dei cittadini». Fra i dati messi in evidenza ci sono: lo stato del patrimonio, con un netto di 90 milioni; le entrate tributarie pari a 38 milioni e quelle extra-tributarie passate da 5,6 a 6,2 milioni. Di Padova ha ricordato infine i 100 milioni del Pnrr intercettati e destinati alle opere pubbliche.
LA DISCUSSIONE:
NEL MIRINO GLI EVENTI
L'opposizione ha detto “no” a un rendiconto bollato come tardivo e incentrato su spese non condivise. Nel mirino sono finiti soprattutto i finanziamenti per gli eventi, giudicati eccessivi ed elargiti a pioggia alle associazioni. «2,3 milioni in cinque anni, di cui uno nel solo 2022: poi però vediamo i siti culturali chiusi», ha detto l’ex candidato sindaco civico Carlo Antonetti ritenendo i 5,5 milioni di avanzo «la testimonianza dell'immobilismo di questa amministrazione». Mario Cozzi (Forza Italia) ha chiesto alla commissione di garanzia di verificare i rendiconti delle iniziative ritenendo quei fondi più utili ad altri settori. Tema, questo, toccato anche da altri consiglieri di minoranza che avrebbero preferito più soldi per le manutenzioni e meno per gli eventi. Se il consigliere di opposizione Niki Bartolini e quello di maggioranza Luca Malavolta si sono soffermati sui numeri del rendiconto, gli altri interventi hanno avuto il sapore di una partita di tennis: da un lato accuse sul non fatto dalla prima giunta D'Alberto, dall'altro la rivendicazione dei traguardi raggiunti. Nella lista della minoranza sono finiti i parcheggi, la ricostruzione, il verde, le manutenzioni, la videosorveglianza. La maggioranza, forte dei numeri di bilancio, ha ricordato gli investimenti e i fondi intercettati. Il consigliere di maggioranza ed ex assessore alla cultura Andrea Core ha messo in fila le progettazioni avviate e le riaperture di siti culturali, l'assessore Antonio Filipponi ha respinto le accuse circa l'elargizione senza criteri di fondi alle associazioni, dicendo: «Non possiamo più sentire che regaliamo soldi: abbiamo sempre rispettato le procedure. Se poi ci state chiedendo di fermarci e non sostenere più chi fa cultura, allora è un altro discorso». A chiudere sul rendiconto è stato il sindaco Gianguido D'Alberto che ha puntellato gli interventi dei suoi consiglieri e assessori rivendicando i miglioramenti registrati in città in cinque anni in termini di opere, programmazione e qualità della vita.
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