Comune, è Bernardi il dirigente che intasca il premio più alto

15 Dicembre 2015

Produttività, rese note le somme assegnate ai capisettore: si va dai 45mila euro del responsabile dei lavori pubblici ai 39.400 di Cosima Cafforio. L’anno prossimo queste voci saranno dimezzate

TERAMO. La classifica dei dirigenti comunali premia Remo Bernardi. Il responsabile del settore lavori pubblici ha ottenuto il punteggio più alto da parte del nucleo di valutazione chiamato a stilare la cosiddetta "pesatura dei ruoli dirigenziali".

Il calcolo, che di fatto misura la produttività in base al raggiungimento dei risultati indicati dall'amministrazione, si basa su cinque fasce che traducono in soldi i punti ottenuti da ciascun dirigente. Le somme riconosciute a questi ultimi formano, dunque, la parte variabile dei loro stipendi. Dalla stima compiuta dal nucleo di valutazione e riferita al 2014, benché la giunta l'abbia recepita e resa operativa non prima di due settimane fa, emerge così che Bernardi ha totalizzato 100 punti, lasciandosi alle spalle i colleghi e incamerando poco meno di 45mila euro. Segue in graduatoria Adele Ferretti, dirigente del settore finanze, con un punteggio di 82 e una cosiddetta "retribuzione di posizione" pari a poco più di 42.500 euro. La stessa somma è assegnata a Furio Cugnini e Cristina Di Gesualdo, responsabili rispettivamente di personale, cultura e turismo e servizi scolastici, che si sono fermati a 80 punti. Più distanziati risultano gli ultimi tre dirigenti della lista. Fulvio Cupaiolo (commercio) ha avuto 72 punti e 40.500 euro. Lucio Di Timoteo, responsabile del settore ambiente, ha ottenuto 71 di valutazione e Cosima Cafforio dell'ufficio legale si è attestata a 64 punti. Per entrambi il risultato si è tradotto in poco meno di 39.400 euro come quota variabile dello stipendio. Bernardi, insomma, ha raggiunto la fascia più alta delle cinque, ma nessuno dei dirigenti è stato inserito nei due livelli più bassi a cui corrispondo retribuzioni di posizione di appena 20mila e 36mila euro.

L'atto approvato dalla giunta fotografa la situazione riferita al 2014 che, a conti fatti, non sarà la stessa di quest’anno. I parametri di valutazione, approvati nel 2007, non cambieranno ma nel frattempo una delle dirigenze è stata soppressa. Di Timoteo è andato in pensione e il settore ambiente è stato accorpato a quello lavori pubblici gestito da Bernardi. In prospettiva, tra l'altro, la macchina amministrativa sarà riorganizzata in quattro macroaree più l'avvocatura, per cui uscirà di scena un altro dirigente. Nel frattempo, però, l'amministrazione ha annunciato il taglio del 50% della retribuzione di posizione riconosciuta ai ruoli dirigenziali. A parità di punteggio, dunque, il ridimensionamento dovrebbe oscillare tra 19mila e 22mila euro circa, a seconda delle fasce di rendimento. L'incidenza effettiva della spending review avviata dalla giunta sulla riorganizzazione dei settori verrà misurata tra un anno, quando il nucleo di valutazione presenterà la "pesatura" riferita al 2015.

Gennaro Della Monica

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