Comuni preoccupati per lo stop alla ricostruzione post-sisma

D’Alberto: «Abbiamo lavorato tanto per portare questo tema al centro dell’attenzione del governo Ora confidiamo nel lavoro dietro le quinte del commissario Legnini e in un rinvio delle scadenze»
TERAMO. A Teramo, e nel suo entroterra, era il tema dei temi fino a qualche giorno fa. Ora la ricostruzione post-sisma è sparita dai radar, come quasi tutto il resto. Ma questa sparizione, sia pur comprensibile, è un problema nel problema. E lo sa bene il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, presidente dell’Anci Abruzzo e portavoce di tutti i sindaci del cratere abruzzese nelle sedi istituzionali. Che risponde così alle domande del Centro.
Quali sono le conseguenze dell’emergenza virus sulla ricostruzione nel Centro Italia?
«In settimana era stata programmata una riunione a Roma tra il commissario Legnini e i delegati Anci, ovviamente rinviata. Ma, a parte questo, le conseguenze sono sicuramente molto pesanti perché ora non esiste altro tema, com’è giusto che sia. Abbiamo lavorato tanto per cercare di portare il tema della ricostruzione al centro dell'attenzione, come punto centrale dell'agenda di governo, e ovviamente adesso tutto è saltato».
Cosa si può fare in questa fase?
«Lo sforzo che dovrà essere fatto in questa fase, soprattutto dal commissario, è di continuare a lavorare innanzitutto per ridefinire la struttura commissariale, che lui ha trovato molto deficitaria, e farla trovare pronta quando ripartiremo. Bisogna evitare, insomma, che finita questa emergenza non si possa ripartire subito. Legnini deve fare, ma so per certo che lo sta facendo, un lavoro di analisi e di studio, e lavorare dietro le quinte a un pacchetto di norme sulla ricostruzione pubblica. Questo stop dovuto al virus sarà l'occasione anche per fare chiarezza su tutte le ordinanze che si sono succedute».
Vi aspettate aiuti dal governo centrale?
«Il governo dovrà assolutamente prevedere una moratoria molto ampia, la sospensione di tutti i termini in scadenza per la programmazione post-sisma (la presentazione di progetti, la partecipazione a bandi per i fondi governativi), altrimenti oltre al danno subiremmo la beffa. Bisogna tener conto che le amministrazioni locali in questo momento sono dimezzate nella loro operatività e più di tanto non riescono a fare tra smartworking, ferie obbligate e impegni legati all’emergenza sanitaria. Adesso è Legnini il custode della ricostruzione del Centro Italia, tutti gli altri attori sono impegnati contro il virus. La sua figura oggi non solo è strategica ma è vitale per la conservazione di un percorso che era già precario. Le cose che vogliono i sindaci sono note, Legnini le conosce, siamo certi che sarà pienamente all'altezza».
Per gli sfollati incombono delle scadenze. Cosa succede?
«Non ci sono provvedimenti nuovi per gli sfollati, ma sono certo che la Protezione civile li farà. Chi sta in albergo ci rimarrà finché non gli sarà consegnata la casa acquistata dall’Ater. I tempi? Noi come Comune stiamo accelerando il più possibile, auspico che l’Ater poi faccia lo stesso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

