Comuni senza soldi e i servizi sociali rischiano di saltare

2 Dicembre 2016

L’ultimo caso nell’ambito Gran Sasso: la cooperativa 3M attende 320mila euro. La Provincia convoca i sindaci

TERAMO. Sono sempre i lavoratori a pagare il prezzo più alto dei ritardi nei trasferimenti dei fondi da parte dei Comuni ai soggetti gestori dei servizi. Comuni che hanno a loro volta problemi di cassa, ma i cui ritardi si riverberano a cascata sul mondo delle cooperative che erogano i servizi e di conseguenza sulle indennità dei lavoratori.

L'ultimo caso si è registrato mercoledì in Provincia al tavolo delle relazioni industriali, chiamato a occuparsi di uno dei casi più ricorrenti negli ultimi mesi: cooperative sociali in crisi di liquidità che fanno fatica a pagare regolarmente gli stipendi. Su richiesta della Cgil, il tavolo si è occupato del caso dell'Ambito sociale 6 (area Gran Sasso-Laga) e della cooperativa 3M, le cui lavoratrici lamentano la mancata liquidazione di spettanze arretrate. La cooperativa è impegnata nell'assistenza domiciliare degli anziani e dei soggetti svantaggiati e, come sottolineato nel corso dell'incontro, in passato ha spesso anticipato somme con le proprie risorse ma ora non è più in grado di farlo. Il commissario della Comunità montana del Gran Sasso, Nando Timoteo, ha comunicato che in una situazione di oggettiva difficoltà dovuta alla fase di riordino dell'ente, la Comunità montana ha provveduto alla liquidazione di una somma equivalente a tre mensilità e che la Regione, nel frattempo, ha approvato la rendicontazione relativa ai servizi. I rappresentanti della cooperativa 3M, a loro volta, si sono impegnati a pagare almeno due mensilità. Ma rimane un saldo negativo di circa 320mila euro. A tanto ammonta il debito accumulato dai Comuni nei confronti della Comunità montana (ente gestore per conto dell'ambito sociale), che fino a giugno ha continuato ad anticipare le somme ma che ora non ha più una disponibilità di cassa.

La Provincia, quindi, su sollecitazione di Amedeo Marcattili della Cgil, si è impegnata a convocare un tavolo anche con i Comuni per sensibilizzare i sindaci e verificare in che modo migliorare un processo di pagamento della filiera pubblica che ha ripercussioni negative su centinaia di lavoratori.

Marianna De Troia

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