Con 4 milioni rinasce la San Giuseppe

2 Giugno 2017

I soldi ci sono, l’adeguamento dell’edificio sarà il primo passo per realizzare un polo scolastico nell’area del vecchio stadio

TERAMO. Per superare l’emergenza scolastica legata al terremoto si va da uno stadio all’altro. Abbandonata l’idea di ricavare una scuola nei locali vuoti attigui al Bonolis, una soluzione che è diventata non necessaria nel momento in cui il Comune ha gestito i 1.200 alunni sfollati con le proprie forze senza fare ricorso ai Musp, ora ci si concentra sull’area del vecchio Comunale, destinata ad ospitare un polo scolastico che per metà sarà un edificio nuovo, per metà la San Giuseppe resa nuovamente agibile e adeguata sismicamente.
Ieri il sindaco Maurizio Brucchi ne ha parlato a Roma con il commissario alla ricostruzione Vasco Errani. «Il polo», riferisce Brucchi, «s'incentra sul recupero della San Giuseppe, per adeguarla dal punto di vista sismico portandola a grado 1 di resistenza ci vogliono 4 milioni e 100mila euro secondo la valutazione della struttura commissariale. Ebbene, questo primo step è finanziato. Nel giro di 7-10 giorni il piano verrà approvato. Errani vuole correre, vorrebbe che entro settembre questa scuola fosse adeguata e pronta. Magari non sarà settembre, ma i tempi saranno stretti. A breve daremo l’incarico della progettazione a un professionista della “white list”, poi faremo una variante urbanistica».
La seconda fase di realizzazione del polo riguarderà la costruzione della nuova media Savini al posto della tribuna del vecchio Comunale. «L’edificio lesionato della Savini non sarà più scuola», spiega Brucchi, «ora deve venire la ReLuis e fare la valutazione di quanto costerebbe adeguarlo. Quella cifra ci verrà data per costruire la nuova scuola al vecchio stadio. Poiché la presidenza del consiglio ci ha già finanziato il bando per le periferie, in quell’area devo prevedere una piccola variante: non più il bike hotel ma la scuola. I fondi? Per costruire una scuola per 600 alunni ci vogliono circa 6 milioni. Aspettiamo quale cifra verrà fuori dalla valutazione sulla vecchia Savini, i soldi che mancano potrebbero essere messi dalla Regione o potremmo provare a utilizzare parte dei soldi del bando delle periferie».
Che fine farà il vecchio edificio della Savini? «M'impegno a riutilizzarlo», conclude Brucchi, «anche vendendolo. I soldi derivanti dalla vendita potrebbero essere usati per la nuova scuola».
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