«Con la pandemia istituti partecipativi impossibili»
GIULIANOVA. L’acutizzarsi della pandemia Covid e le relative ulteriori restrizioni imposte dal Governo rendono impossibile ogni tipo di riunione fra persone in presenza e, di conseguenza,...
GIULIANOVA. L’acutizzarsi della pandemia Covid e le relative ulteriori restrizioni imposte dal Governo rendono impossibile ogni tipo di riunione fra persone in presenza e, di conseguenza, indeboliscono la democrazia partecipativa, perché incidono negativamente sul funzionamento degli organi istituzionali, impedendo il funzionamento di ogni istituto di partecipazione popolare. Questo è quanto si legge nella nota di Carlo Di Marco, presidente dell’associazione Demos, che aggiunge: «Questi istituti possono realizzarsi solo grazie a momenti di incontro aperti alla cittadinanza e soltanto in via accessoria possono essere utilizzati strumenti telematici, come Facebook, posta elettronica e videoconferenze». Di Marco fa notare inoltre che il grado di alfabetizzazione informatica in Italia si aggira circa al 40%; pertanto, il solo utilizzo di internet comporterebbe «un abbattimento verticale dei principi di libertà e uguaglianza che sono alla base della democrazia partecipativa».
Tutto ciò non significa che gli strumenti web non vadano utilizzati, poiché costituiscono elementi accessori dei procedimenti deliberativi, ma non possono, tuttavia, sostituirsi ad essi, né diventarne le principali premesse. «Nell’assemblea ordinaria di Demos del 13 novembre», riferisce Di Marco, «abbiamo condiviso unanimemente la scelta del comitato di quartiere Lido, ossia di sospendere l'iter di svolgimento del forum cittadino sulla riqualificazione di piazza Dalla Chiesa, in attesa che le persone possano tornare a riunirsi». (s.g.)

