«Con la riforma ognuno risparmia il costo di un caffè»

Ultimo giorno per la campagna elettorale sul referendum del 4 dicembre. Un contributo alle ragioni del No arriva dagli esponenti della sinistra teramana che non si riconoscono nel Pd e che ieri, alla...
Ultimo giorno per la campagna elettorale sul referendum del 4 dicembre. Un contributo alle ragioni del No arriva dagli esponenti della sinistra teramana che non si riconoscono nel Pd e che ieri, alla Cgil, hanno tenuto una conferenza stampa guidata da Mirko De Berardinis insieme a Pasquale Limoncelli, Giovanni Di Girolamo, Mario Ferzetti, Leo Iachini e Mario Caprini. «La nostra è una delle migliori Costituzioni al mondo lasciata in eredità da padri costituenti come Togliatti, Nenni e De Gasperi, che ha garantito per 70 anni un sostanziale progresso al nostro Paese. Oggi è sotto attacco con l'obiettivo di limitare la partecipazione sulla base di "bufale". Si sostiene erroneamente che questa riforma velocizza l'iter legislativo, invece non c'è alcuna urgenza visto che nel caso della disastrosa legge Fornero, il parlamento italiano è riuscito ad approvarla in soli 17 giorni. Una bufala anche il risparmio dei costi della politica. Conti alla mano» ha detto De Berardinis, « il risparmio degli italiani è di 85 centesimi all'anno, praticamente un caffè».
C’è poi il passaggio di una lettera aperta scritta a Renzi da Limoncelli che si firma «comunista 84enne che vive in contrada Cartecchio con una pensione di 499 euro». «Se il governo vuole creare posti di lavoro» scrive Limoncelli, «dovrebbe costringere l'Anas ad allargare le strade e i ponti costruiti nell'800 quando i carretti trainati dai cavalli muovevano il Paese. Tra Teramo e Ascoli ci sono solo 36 chilometri, ma per recarsi da una città all'altra si impiega un'ora. Di analoghe vergogne il paese ne conta migliaia». Sulle ragioni del No è schierato anche il coordinamento teramano di Fratelli d'Italia-An che oggi allestirà un banchetto informativo a piazza Martiri a partire dalle 17. E dal carcere arriva anche un appello a votare No da parte di Davide Rosci, leader teramano di Azione Antifascista: «Con la condanna mi hanno tolto il diritto di voto ma non la coscienza e la testa di lanciare un appello a votare no». (m.d.t.)

