Cona, il contratto di quartiere garantisce la piazza pubblica

Lo afferma l’assessore Cozzi in replica alle opposizioni: «La realizzerà il partner privato, che poi lì accanto riqualificherà la ex fornace e la gestirà. Il Comune questo non avrebbe potuto farlo»
TERAMO. «La realizzazione della piazza alla Cona resta una priorità». L'assessore all'urbanistica Mario Cozzi fissa questo paletto nella replica all'opposizione sulla nuova versione del contratto di quartiere che prevede interventi pubblici e privati nella zona. A Pd e Movimento 5 stelle, che hanno posto dubbi e quesiti riguardanti in particolare la parte di maggiore interesse per la collettività del'intervento, l'amministratore risponde con una serie di puntualizzazioni sia nel merito dell'operazione che sulla procedura per concretizzarla.
«La novità principale», premette, «è che facciamo ripartire un progetto bloccato da oltre dieci anni». Cozzi sottolinea la complessità esecutiva di piani «belli ma difficili da attuare» come il "contratto" in questione, concepito nel 2000 e avviato solo quattro anni dopo, e specifica che il partner privato fu scelto all'epoca dal ministero delle Infrastrutture e non dall'amministrazione. Con questo l'assessore intende fugare i sospetti, adombrati dall'opposizione, secondo cui l'operazione tenderebbe a regalare vantaggi al consorzio Ccii Casa, che insieme al Comune ha sottoscritto il "contratto". «Il privato, dopo la mia sollecitazione a far ripartire l'intervento, ha ritenuto non più attuabile la proposta originaria», fa notare Cozzi, «per cui ne ha presentata una nuova, in parte modificata».
I cambiamenti, però, non intaccheranno l'interesse principale dell'amministrazione e dei residenti della zona, che è concentrato sulla realizzazione della piazza. Questa sarà allestita, a spese del consorzio, nell'area a ridosso della ex fornace Scimitarra. Lo spostamento dell'edificio a destinazione commerciale rispetto alla posizione di partenza, scelta contestata dall'opposizione, a detta dell'assessore renderà più fruibile lo spazio pubblico. Il privato si farà carico anche del recupero dell'ex fornace, originariamente affidato al Comune come l'allestimento della piazza, che poi gestirà per trarne utili a compensazione della somma investita. La nuova versione del "contratto", sempre secondo Cozzi, sgraverà l'amministrazione da adempimenti pesanti. «Avremmo potuto realizzare la piazza con nostre risorse», osserva, «ma non avremmo potuto intervenire sulla fornace né gestirla dopo il recupero, considerate le difficoltà che già incontriamo nelle manutenzioni».
Cozzi tiene anche a sottolineare che la delibera approvata in giunta non è un atto definitivo. «Si tratta di una presa d'atto relativa alla proposta», afferma, «che dovrà essere sottoposta alle verifiche preliminari alla definizione di un'intesa in cui tenere conto dei necessari equilibri». Non c'è dubbio dunque, conclude l'assessore, che il progetto una volta ultimata l'istruttoria tornerà in consiglio comunale per il varo definitivo.
Gennaro Della Monica
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