Cona, scontro sul contratto di quartiere

2 Aprile 2015

I residenti bocciano il nuovo progetto per l’ex fornace presentato dal privato. Ora avanzeranno una loro proposta

TERAMO. Un nuovo contratto di quartiere per la Cona. I residenti della zona presenteranno una loro proposta per la rivisitazione dell'intervento di riqualificazione urbana su cui da quindici anni sono impegnati il Comune e il consorzio edilizio Cci Casa. E' quanto emerso dall'assemblea convocata dal comitato di quartiere per esaminare le modifiche che il partner privato ha sottoposto all'amministrazione nell'intento di ridare slancio al progetto.

A illustrare i cambiamenti, recepiti dalla giunta con una delibera approvata a fine gennaio, è stato il presidente del consorzio Corrado De Juliis che ha partecipato all'incontro insieme a una decina di consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Le variazioni progettuali, ha spiegato il rappresentante di Cci Casa, sono dovute alle mutate condizioni economiche rispetto alla situazione di partenza in cui fu concepito l'intervento che ha reso necessario un ricalcolo dei costi.

Nella soluzione prospettata da De Juliis i cambiamenti incidono soprattutto sulla parte d'interesse pubblico dell'opera. Il consorzio, in cambio del via libera alla costruzione di appartamenti rientranti nel regime di edilizia convenzionata che ne conterrebbe i costi di acquisto, si era impegnata a recuperare l'ex fornace Scimitarra e un edificio attiguo in stile liberty, oltre a realizzare una struttura da destinare a usi pubblici come ad esempio sede del comitato di quartiere. La nuova versione dell'intervento modifica questo assetto. La struttura pubblica non sarà più realizzata, una delle palazzine a edilizia convenzionata verrà trasferita a ridosso dell'ex fornace e trasformata in locali commerciali e l'edificio in stile liberty non sarà ristrutturato. Quest'ultimo cambiamento dipenderebbe anche dalle ristrettezze ecomiche del Comune. L'amministrazione, infatti, avrebbe dovuto espropriare l'ex fornace con una spesa di 500mila euro che però al momento non riesce ad affrontare. Se ne farà carico il consorzio, ma compenserà la spesa in più tagliando la ristrutturazione dell'immobile in stile liberty. La soluzione prospettata da De Juliis, secondo il comitato di quartiere, sacrifica troppo la parte d'interesse pubblico dell'intervento. «L'ex fornace», spiega l'ex assessore comunale Domenico Bucciarelli, «rischia di diventare il parcheggio della struttura commerciale e perderebbe la sua funzione sociale per il quartiere». I residenti non vogliono far saltare il progetto. Per questo, al termine dell'assemblea, hanno deciso di formulare una controproposta da sottoporre al consorzio e al Comune.

Gennaro Della Monica

©RIPRODUZIONE RISERVATA