Conciliazioni respinte, docenti beffati

Quasi tutte rigettate le 60 richieste presentate dagli insegnanti contro la mobilità. I sindacati: «Sistema assurdo»
TERAMO. «Oltre al danno la beffa: l'esito delle domande di conciliazione presentate dai docenti contro la mobilità fa pensare che il ministero dell’istruzione non abbia voluto riconoscere l'errore commesso dall'algoritmo che ha stabilito le destinazioni». I segretari provinciali di Cisl scuola e Flc Cgil commentano così i risultati dei tentativi di conciliazione avvenuti la scorsa settimana negli uffici dell'ex provveditorato. A fronte di una sessantina di richieste presentate, le conciliazioni accettate si contano forse sulle dita di due mani. «La misura», spiega Salvatore Coccia, segretario della Cisl scuola Teramo, «ha riguardato i docenti di scuola primaria, medie e superiori. Erano esclusi gli insegnanti della scuola dell'infanzia: per loro infatti l'anno scorso non c'è stata l'immissione in ruolo come per gli altri ordini, di conseguenza le assegnazioni hanno seguito l'iter solito senza grossi traumi o contestazioni. Sarà quest'anno il loro turno, ma la data per l'immissione in ruolo non è ancora nota».
A presentare domanda di conciliazione in provincia sono stati 36 insegnanti di scuola primaria, il nucleo più nutrito, e ancora 15 docenti di scuola media mentre non ci sono dati ufficiali sulle scuole superiori. E comunque, spiegano i sindacalisti, delle poche domande presentate dagli insegnanti di scuole superiori, nessuna sarebbe stata accolta. «Pubblici invece gli errori e le assurdità del sistema», denuncia Lucia Di Luca della Flc Cgil che racconta la vicenda di un insegnante di scuola superiore munito di 104 e inviato al nord nonostante nella sua materia (materie letterarie, latino e greco per i licei classici), risultino due posti vacanti al liceo Melchiorre Delfico di Teramo. O ancora la storia di un'insegnante di Bisenti che si era vista assegnata a Penne e che, felice dell'esito, si stava già organizzando per il nuovo anno quando ha scoperto che il Miur, riconoscendo un proprio errore di valutazione, l'avrebbe spedita di ufficio a Padova. Una volta giunta a destinazione nella scuola veneta la docente si sarebbe sentita rispondere: «Ci spiace, ma noi non abbiamo bisogno di lei in questo momento, può tornare a casa». Ad accettare la conciliazione sono stati alcuni insegnanti che dalla provincia di Ancona avrebbero ottenuto il riavvicinamento ad Ascoli. Fra le richieste rigettate invece quella di una docente originaria di Napoli, che dopo aver insegnato un anno in provincia di Teramo e aver presentato domanda di conciliazione per essere stata spedita a Milano, avrebbe visto la sua destinazione convertirsi in un'altra città lombarda. «Una decina di richiedenti ha dichiarato che andrà avanti nel ricorso, si rivolgerà ai giudici del lavoro, che per quanto vorranno essere spediti, impiegheranno qualche mese per dirimere la controversia», continua Coccia. L'ultima possibilità sarà quello di ottenere l'assegnazione provvisoria, rimanendo sul territorio, e rinviando di un anno il trasferimento (la presa in carico obbliga a rimanere sul luogo di destinazione per tre anni). Molti docenti che hanno fatto istanza di conciliazione hanno presentato questa domanda, ma le possibilità di vedersi accogliere la richiesta dipende dai posti in deroga concessi. «Qualche possibilità esiste solo per il sostegno» conclude il sindacalista Cisl.
Emanuela Michini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

