Concorsi Asl, nuova grana Doppio ricorso per urologia

22 Ottobre 2018

Dopo la clamorosa sospensione di quello di chirurgia vascolare del Mazzini  e la causa per la cardiologia di Giulianova, ora è guerra per il reparto di Atri

TERAMO. Concorsi e selezioni, la spina nel fianco della Asl, che non ha mai accumulato polemiche, contestazioni e ricorsi come negli ultimi mesi.
CHIRURGIA VASCOLARE. La Asl ha già dovuto sospendere il concorso da primario di chirurgia vascolare dopo la lettera di contestazione sui titoli presentati da un concorrente inviata alla Asl da Walter Di Nardo, responsabile facente funzione del reparto del Mazzini da anni e risultato secondo nella terna di nomi – il primo è Filippo Gianfelice – in cui il direttore generale Roberto Fagnano deve scegliere.
CARDIOLOGIA. Dalla semplice lettera di Di Nardo si passa invece al vero e proprio ricorso al giudice del lavoro, presentato da Sandro Core per il concorso da primario della cardiologia di Giulianova. In questo caso il medico, responsabile facente funzione del reparto, non è riuscito nemmeno a entrare nella terna individuata dalla commissione esaminatrice presieduta come da prassi, e come nel precedente caso, dalla direttrice sanitaria della Asl Maria Mattucci. In questo caso la nomina ufficiale del primario non è stata fatta, anche perchè è stata riconvocata la commissione per ricontrollare i titoli contenuti nei curriculum. Sul sito della Asl c’è però un’indicazione sul nome scelto: Gianserafino Gregori, proveniente dall’ospedale di Ascoli. Sull’errata attribuzione del punteggio, infatti, si basa il ricorso di Core che sarà discusso in tribunale il 7 febbraio 2019.
UROLOGIA. Ma il caso più stupefacente riguarda l’urologo Vincenzo Cipolletti, che ormai da un anno sta sostenendo una battaglia per l’incarico di responsabile dell’unità semplice a valenza dipartimentale (Uosd) di urologia di Atri. Un primo avviso pubblico fu vinto da Daniela Granchelli (già responsabile dell’unità semplice di Atri), secondo si classificò Cipolletti e terzo un altro urologo del Mazzini, Maurizio Ranieri. Cipolletti nell’ottobre del 2017 presentò ricorso al giudice del lavoro e nel gennaio 2018 il giudice Maria Rosaria Pietropaolo annullò la delibera della Asl. Il giudice non ha usato mezzi termini nella sentenza: «Non è dato comprendere attraverso quale meccanismo valutativo la dottoressa Granchelli sia stata preferita agli altri aspiranti, e specificatamente all’odierno ricorrente, il quale vanta, secondo le allegazioni di cui al ricorso (non contestate in fatto da parte della resistente) un’esperienza pluriennale in interventi di alta complessità, che non sono annoverati nella casistica presentata dalla dottoressa Granchelli». Nell’avviso non si specificava in base a quali criteri sarebbe avvenuta la valutazione.
Fin qui, nulla di irreparabile. La Asl a febbraio 2018 ha bandito un nuovo avviso pubblico. Sempre tre i partecipanti, gli stessi. Il 1° agosto l’incarico viene affidato sempre alla dottoressa Granchelli. Il primo classificato in effetti risultava Ranieri che però a luglio ha rifiutato e così è subentrata la seconda classificata. Cipolletti a questo punto ha presentato una diffida alla Asl. «Il direttore f.f. del dipartimento delle discipline chirurgiche (Pietro Romualdi, ndr) ha fissato i criteri di valutazione e di scelta (peraltro soltanto numerici) degli elementi oggetto di analisi per il conferimento dell’incarico soltanto dopo l’avvenuta presentazione delle domande di partecipazione alla procedura selettiva», si legge nella diffida, «L’avviso non era affatto rispettoso delle chiarissime indicazioni operative e dei principi giuridici espressi dal Tribunale nella stigmatizzazione del precedente operato dell’Azienda, mancando del tutto la preventiva e trasparente indicazione dei criteri di valutazione e di scelta e dei meccanismi di “pesatura». E come nei concorsi da primario ci sono conteggi opinabili, anche in questa selezione per responsabile di Uosd ci sono aspetti da chiarire, secondo l’urologo, ad esempio sulla casistica operatoria ma ancor di più su 18 anni di docenza a una scuola di specializzazione che a Cipolletti non sono stati considerati. Con quel punteggio Cipolletti si sarebbe classificato almeno secondo. La Asl al momento non ha dato alcuna risposta – è passato quasi un mese – e il medico sta preparando un secondo ricorso al tribunale del lavoro.
Non confermato, almeno per il momento, è invece il ricorso di Marco Catani, primo nella terna del concorso da primario di chirurgia del Mazzini, a cui è stato preferito il secondo – è nelle prerogative, stabilite per legge, del direttore generale – Ettore Colangelo, aquilano, proveniente dall’ospedale di Pescara.
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