Concorso Asl, la Uil denuncia irregolarità «Prova da annullare»

25 Settembre 2016

Per il sindacato molti partecipanti hanno usato i telefonini e altri sono stati ammessi senza avere tutti i documenti

TERAMO. Il mega concorso della Asl per 56 posti da Oss (operatore socio-sanitario) finisce nel miribo della Uil funzione pubblica, che chiede all’azienda sanitaria l'avvio di un’indagine per l'annullamento della prova preselettiva, che si è svolta giorni fa al Palasport di Pesaro con quasi 3mila partecipanti.

Nella nota della Uilfpl indirizzata ai vertici aziendali il segretario provinciale Alfiero Di Giammartino scrive di aver «appreso da parte di molti partecipanti al concorso in questione che durante la prova concorsuale, da parte di un numero imprecisato di concorrenti (centinaia), è stato fatto uso, peraltro smodato ed incontrollato, del telefonino, la cui introduzione, ovvero l'utilizzo, è vietata dalla legge».

Di Giammartino cita anche un articolo giornalistico nei quali una partecipante riferisce: “Il telefonino? Bastava tenerlo nella borsetta, come hanno indicato gli addetti alla sorveglianza; se poi qualcuna sia riuscita o meno a tirarlo fuori, fotografare la prova e farsi mandare le risposte via whatsapp non è dato saperlo. È certo però che su facebook, prima e durante la prova, circolavano foto scattate dai telefonini di partecipanti che facevano il fotoracconto della selezione".

Altre anomalie, poi, secondo la Uil si sarebbero registrate «per la non previsione delle necessarie condizioni da riservarsi agli invalidi e per la mancanza di documentazione al momento dell'inizio della prova (e ciò in violazione alle previsioni del bando e quindi della lex specialis). In questa ultima ipotesi il bando prevedeva l'esclusione dalla preselezione di coloro i quali si presentavano sprovvisti di uno dei documenti richiesti, al contrario sono stati ammessi centinaia di candidati attraverso l'utilizzo di una autocertificazione redatta in loco».

Per Di Giammartino «emerge un quadro che potrebbe pregiudicare in radice la legittimità della prima prova selettiva, posto che sarebbe stato consentito l'ingresso ai telefonini e, cosa più grave, sarebbe stato, di fatto, consentito l'uso dei medesimi telefonini ed annessi smartphone, probabilmente regolarmente connessi ad internet, ovvero collegati via whatsapp; ciò in violazione alla legge ed in assenza di qualsiasi precauzione per evitare eventuali "fughe di notizie" ed in mancanza di ogni forma di cautela per assicurare pari condizioni per tutti i partecipanti». Di conseguenza la Uilfpl invita i vertici aziendali a provvedere all'annullamento della prova selettiva in parola, ovviamente con salvezza dell'intera procedura concorsuale» per evitare danni «a quanti si siano preparati coscienziosamente e comportati correttamente».