Concorso vigili, causa al Comune

27 Maggio 2015

Contestata la proroga concessa a due agenti assunti per un anno

NERETO. Una nuova querelle rischia di trascinare in un’aula giudiziaria il Comune di Nereto. Per nulla sopita, resta infatti in piedi la polemica sul concorso della polizia locale, verso il quale uno dei candidati della graduatoria stilata nel 2012 ha deciso di ricorrere presentando denuncia sia alla procura di Teramo che alla Corte dei conti. Tutto ruota intorno alla proroga contrattuale al secondo e terzo classificato che sono tuttora in servizio.

Secondo il ricorrente, che richiama le norme che regolano le assunzioni di personale a tempo determinato nella pubblica amministrazione, il Comune di Nereto non poteva procedere alla proroga di ben due anni e senza interruzioni il contratto di lavoro di chi aveva un’assunzione per un anno. Un altro aspetto del ricorso, riguarda il presunto danno erariale che i dirigenti avrebbero commesso nel pagare stupendi per proroghe che non dovevano esserci. Dal punto di vista penale, infine, nel ricorso inoltrato alla procura si chiede di valutare la sussistenza dei reati di falso ideologico ed abuso d’ufficio sempre per la stessa questione. La causa intentata al Comune fa il paio con un’altra depositata da un agente di polizia municipale (questa volta in servizio e quindi non aspirante vigile urbano) verso il proprio datore di lavoro. L’amministrazione precedente, guidata dal sindaco Stefano Minora, secondo l’altro ricorso inoltrato al Tar, anziché stabilizzare chi aveva i requisiti nella polizia locale ha avviato stabilizzazioni in altre aree. Salvo poi, dietro diffide, annullare tutto.

Una beffa subita per cui il vigile urbano ha chiesto alla giustizia amministrativa di pronunciarsi. Dopo un anno, e visto il ripristino del precedente piano assunzioni ancora senza variazioni nell’area vigilanza nonostante manchino i cosiddetti vigili “effettivi” da diversi anni, l’agente di polizia si è quindi rivolto al Tar che ha concesso la prima sospensiva il 29 aprile scorso in attesa di fare chiarezza sulla situazione assuntiva. (a.d.p.)

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