Condannata a sua insaputa ma ora può lasciare il carcere

19 Marzo 2016

Affidata ai servizi sociali la professionista giuliese che era stata incarcerata alla fine di dicembre dopo la sentenza definitiva per concorso in bancarotta della quale non aveva mai saputo nulla

GIULIANOVA. Era stata condannata a sua insaputa, poi incarcerata, ma adesso ha potuto lasciare il carcere per essere affidata ai servizi sociali. Maria Giuseppina Di Filippo, ingegnere di 53 anni di Giulianova, è stata ammessa dal magistrato di sorveglianza a scontare la pena prestando servizio presso un’associazione di volontariato per un periodo di circa sei mesi, accogliendo così la richiesta presentata dai legali della professionista, gli avvocati Luca Gentile e Guglielmo Marconi, ai quali si è aggiunto negli ultimi tempi anche l’avvocato Eugenio Galassi.

La vicenda per cui era finita in carcere ha degli aspetti quasi incredibili. Maria Giuseppina Di Filippo, incensurata, è consulente di alcune multinazionali, soprattutto francesi, e in passato, insieme con i familiari, era amministratrice di una piccola società industriale di produzione di materiale plastico. Essendo spesso all’estero per lavoro, la professionista non aveva seguito questa attività in maniera costante e l’azienda fallì. In seguito la procura aprì un’inchiesta per bancarotta e la donna finì sotto processo con l’accusa di concorso in bancarotta. Il processo si concluse il 19 maggio con una sentenza di condanna a tre anni e sei mesi, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il divieto di ricoprire cariche societarie per dieci anni. Una sentenza della quale la donna, spesso impegnata all’estero, non aveva saputo nulla e infatti non aveva neanche proposto appello. Nè lei nè gli altri imputati, quindi, l’avevano impugnata e il 12 settembre 2015 la sentenza è diventata definitiva. Il tempo che si completassero tutte le procedure burocratiche ed è scattato l’ordine di carcerazione per scontare la pena diventata irrevocabile, ordine eseguito meno di tre mesi dopo. A fine dicembre, infatti, la professionista giuliese è stata portata nel carcere di Castrogno e solo in quel momento ha saputo di essere stata condannata con una sentenza diventa definitiva. I suoi legali hanno subito presentato un’istanza di scarcerazione al magistrato di sorveglianza per chiedere la concessione degli arresti domiciliari o l’affidamento ai servizio sociali ed è in questa seconda forma che la donna sconterà il residuo di pena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA