Condannato a 6 anni per il postamat esploso

A processo un 32enne foggiano accusato di aver fatto da palo ai complici fuggiti dopo il colpo a Pineto
TERAMO. È finito a processo con l’accusa di aver fatto da palo durante il colpo che nella tarda serata del 30 settembre del 2020 fece esplodere il postamat dell’ufficio postale di Scerne di Pineto: per questo Andrea Calabrese, 32 anni , di Foggia, è stato condannato a sei anni e sei mesi per i reati di furto e attentato agli impianti di pubblica utilità. La sentenza di primo grado è stata emessa al termine di un giudizio immediato che si è svolto davanti al collegio presieduto dal giudice Carlo Calvaresi, a latere Francesco Ferretti eMariangela Mastro. L’uomo era difeso dagli avvocati Nello Di Sabatino e Antonio Valentini. L’uomo, all’epoca dei fatti, venne bloccato dagli agenti del commissariato di Atri a bordo di una macchina in una zona non distante dall’ufficio postale.
Gli altri autori del corpo riuscirono a scappare. Nella macchina gli agenti trovarono un pezzo di miccia. Secondo la Procura, così si legge nel capo d’imputazione, l’uomo «in concorso morale e materiale con altri individui da identificare, agendo in tre e più persone, mentre il Calabrese svolgeva mansioni di vedetta al fine di segnalare ai correi l’arrivo delle forze dell’ordine o altri elementi dissuasivi (fingendo da cosiddetto palo) mediante l’utilizzo di materiale esplodente attivabile a distanza con una miccia, distruggevano il sistema Atm dell’ufficio postale asportando il denaro contante contenuto quantificato in una somma complessiva di 53mila euro».(d.p.)

