Condannato per la rapina alla tabaccheria

13 Aprile 2018

Un anno e sei mesi per il colpo nel negozio dell’ex deputato Pulcini: l’uomo ferì una dipendente con una coltellata

TERAMO. I carabinieri lo avevano identificato poco tempo dopo il colpo grazie alle immagini di una telecamera e al suo Dna. Indagini serrate sin dall’inizio per individuare chi la sera del 4 maggio di due anni fa tentò di rapinare la tabaccheria di via Roma ferendo con una coltellata una dipendente. Ieri mattina Riad Missau, 21 anni, di origini magrebine ma da tempo residente a Teramo (assistito dall’avvocato Federica Di Nicola), per quei fatti è stato condannato ad un anno e sei mesi dai giudici del collegio presieduto da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei). L’uomo venne arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare che gli venne notificata nel carcere di Pisa dove era detenuto perché ritenuto responsabile di un'altra rapina commessa in Toscana. A incastrare il giovane autore del colpo nella tabaccheria dell’ex parlamentare Serafino Pulcini e di sua moglie furono le indagini dei carabinieri (delegate dal pm Laura Colica titolare del fascicolo) che ricostruirono tutti i movimenti del ragazzo, prima e dopo la fallita rapina.
La conferma della sua presenza nel locale di via Roma sarebbe arrivata dalle impronte digitali lasciate nella tabaccheria e dal Dna estratto dalla macchie di sangue su alcuni suoi indumenti e coltello sequestrati e fatti esaminare nei laboratori del Ris a Roma. In quell’occasione l’uomo, prima di essere messo in fuga dalla titolare che lo colpì con la scopa che aveva in mano, accoltellò al polso una dipendente. Poi fuggì lasciando a terra sia il coltello sia il cappuccio con cui si era coperto il volto. Successivamente le indagini e gli accertamenti dei carabinieri erano riusciti a mettere insieme tutta una serie di indizi finiti sul tavolo del pm Colica che accusò il giovane di rapina e lesioni. La sera del 4 maggio del 2016 il colpo venne messo a segno poco prima dell’orario di chiusura, in via Roma. La proprietaria si stava accingendo a pulire il locale e per questo aveva in mano una scopa, mentre la collaboratrice era dietro al bancone. Tutto avvenne in pochi istanti: l’uomo entrò urlando di volere dei soldi e si diresse verso la donna che stava al bancone mentre la proprietaria lo colpì con il manico della scopa. Nonostante questo l’uomo continuò a chiedere soldi , passò dall’altra parte del bancone forse nel tentativo di avvicinarsi alla cassa, mentre la proprietaria continuava a colpirlo con la scopa. Con il coltello colpì al braccio la dipendente. Alla vista di un cliente fuggì dopo aver abbandonato il coltello.
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