Condannato per violenza nei confronti della donna che poi lo ha sposato

Tre anni e cinque mesi a un 36enne, le nozze quattro mesi dopo la denuncia L’uomo ritenuto parzialmente capace di intendere e di volere da una perizia
TERAMO. I fatti sono quelli scanditi in un’aula di tribunale e raccontano di una condanna per violenza sessuale. L’imputato è un cittadino nigeriano di 36 anni, la parte offesa è una donna teramana di 34 anni che quattro mesi dopo la denuncia di violenza ha sposato l’uomo. Una storia diversa a fare la cronaca nei giorni infiniti di femminicidi e maltrattamenti continui, di nuove leggi (vedi il Codice Rosso) a velocizzare le risposte dello Stato.
Ieri mattina con la condanna a tre anni e cinque mesi l’epilogo, almeno in primo grado, di una vicenda processuale complessa con tanto di perizia psichiatrica sull’imputato ritenuto parzialmente capace di intendere e di volere, processualmente capace e non pericoloso socialmente. Un matrimonio, quello tra l’imputato e la parte offesa (che in aula non si è costituita parte civile), che è finito anche nella requisitoria del pm d’udienza (Laura Colica) che per l’uomo aveva chiesto una condanna a quattro anni. Una data, quella del matrimonio, inizialmente fissata proprio nel febbraio del 2014, esattamente qualche giorno prima della violenza sessuale denunciata dalla donna e avvenuta nell’abitazione in cui i due convivevano. Una data saltata e poi riproposta a giugno, mese in cui i due si sono sposati.
Le indagini, dopo la denuncia della donna, hanno messo insieme accertamenti e testimonianze fino al rinvio a giudizio per l’uomo finito a processo con la pesante accusa di violenza sessuale.
Il tribunale (collegio presieduto da Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) ha subito disposto una perizia psichiatrica per l’imputato con il perito che lo ha dichiarato parzialmente capace di intendere e di volere. L’uomo oggi è sottoposto a una terapia farmacologica.
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