Confindustria: la ripresa ora rischia di spegnersi

21 Dicembre 2018

Il punto sull’economia teramana del presidente Zippilli all’assemblea dei soci Ospite d’onore il vescovo che visita anche l’Amadori accolto da tutta la famiglia

TERAMO. Un’assemblea di fine anno di Confindustria con un ospite d’eccezione: il vescovo Lorenzo Leuzzi.
Due giorni fa il vescovo ha partecipato alla riunione degli imprenditori, prendendo l’impegno di reincontrarsi a breve, per una discussione più approfondita sul sistema produttivo locale. Il presidente di Confindustria Teramo, Cesare Zippilli, oltre a ringraziare Leuzzi ha intanto fatto il punto sullo stato dell’economia teramana che nel biennio 2017-2018 ha visto il risorgere di una timida luce, che però ora rischia di spegnersi.
Zippilli infatti, ha rilevato nei primi mesi del 2018 «un incremento da non sottovalutare dell’occupazione di circa 2.500 unità, una riduzione del tasso di disoccupazione dall’11,1% al 10,2% (dato più basso sia rispetto alla media nazionale, che regionale). Da segnalare anche una diminuzione della Cig che passa da 3,6 a 2,6 milioni di ore autorizzate. Ma purtroppo registriamo nell’ultimo quadrimestre 2018 segnali poco confortanti per l’economia provinciale. Il lavoro, soprattutto quello giovanile, deve essere posto al centro delle politiche del Paese, della nostra regione e della nostra provincia. Non condividiamo – salvo alcuni provvedimenti – le misure varate dal governo e quelle in discussione legate alla legge di bilancio, così come non condividiamo il blocco delle grandi opere. Gli effetti negativi del “decreto dignità”si stanno già verificando con il mancato rinnovo dei contratti a termine».
Il presidente nel suo intervento ha anche richiamato l’attenzione delle organizzazioni sindacali, lanciando l’idea di un patto sociale per lo sviluppo, fondato sul coinvolgimento delle grandi imprese presenti in provincia di Teramo, teso a costruire un indotto di aziende loro fornitrici. «Alla politica locale», incalza Zippilli, « chiediamo passi concreti, chiediamo di lavorare insieme per rendere attrattivo questo territorio. Investimenti in infrastrutture, potenziamento delle comunicazioni, innovazione, un’intelligente opera di manutenzione delle aree industriali. Questi sono gli interventi necessari per far si che la nostra provincia possa ritrovare la crescita e lo sviluppo duraturo e concreto».
Ieri invece il vescovo ha visitato lo stabilimento Amadori di Mosciano. Leuzzi è stato accolto dai membri della famiglia Amadori, a partire da Francesco, fondatore dell’azienda che, nel 2019, festeggia 50 anni. Insieme a lui Flavio, attuale presidente del gruppo, con i figli Andrea e Francesca Amadori e alcuni dirigenti del gruppo. Il vescovo ha visitato i diversi reparti dello stabilimento, dando la sua benedizione ai dipendenti e mostrando interesse verso la realtà produttiva Amadori a Mosciano.
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