Conguagli oltre i due anni: l’Antitrust contro il Ruzzo

Per il Garante del mercato non ha informato gli utenti dei crediti prescritti La presidente Cognitti: «Problema di adeguamento dei sistemi risolto mesi fa»
TERAMO. L’Antitrust bacchetta la Ruzzo Reti e altre società idriche italiane per il mancato rispetto delle norme sulla prescrizione dei conguagli oltre i due anni.
«Dal 1° gennaio 2020 i consumatori possono eccepire la prescrizione per importi riferiti a consumi idrici risalenti a oltre due anni dalla data di emissione della bolletta», scrive l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha aperto istruttorie per “pratiche commerciali scorrette” verso cinque società che non avrebbero accolto le istanze di prescrizione biennale, mentre al Ruzzo ed altri sei gestori acquedottistici si è limitata a una “moral suasion” «invitandola a rimuovere le omissioni informative rilevate in modo da fornire agli utenti la possibilità di eccepire la prescrizione di tali importi o di chiederne il rimborso qualora siano stati già pagati», come scrive l’Antitrust, secondo cui i gestori devono informare gli utenti della presenza in bolletta di crediti di cui può essere eccepita la prescrizione e inviare un apposito modulo per permettere di esercitare tale facoltà. «Il mancato accoglimento delle istanze di prescrizione breve appare idoneo a indurre indebitamente i consumatori a corrispondere importi, spesso ingenti, relativi a consumi prescritti e in tal modo vanifica gli effetti che la nuova disciplina intende contrastare, ovvero l’emissione tardiva di fatture di conguaglio relative a consumi risalenti ad oltre due anni», continua l’Antitrust, «l’assenza di un’adeguata informativa sulla prescrizione biennale può ostacolare l’esercizio delle prerogative contrattuali inducendo i consumatori a pagare importi per i quali, invece, sarebbe stato possibile eccepirne la prescrizione».
L’azione del Garante della concorrenza e del mercato ha procurato tante reazioni. «Accogliamo con soddisfazione l’avvio dei procedimenti istruttori da parte dell’Autorità», afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell’associazione Codici, «Un’informazione carente o inadeguata può quindi indurre i consumatori a pagare somme per cui invece sarebbe possibile eccepirne la prescrizione». Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale teramano Luca Pilotti del Partito democratico. «Viene confermata la fondatezza di quanto denunciato più volte dal Pd anche in consiglio comunale circa il mancato rispetto da parte della Ruzzo Reti delle regole imposte in tema di prescrizione biennale», dice Pilotti, «viene dunque sconfessato quanto asserito dalle opposizioni consiliari che, pur di difendere l’indifendibile, sostennero come la società acquedottistica si fosse messa in regola. Occorre adesso che Ruzzo Reti effettui un’attenta e completa verifica di tutte le bollette emesse a partire dal primo gennaio 2020 per consentire ai cittadini di avere indietro le somme indebitamente pagate, tenendo a mente che in caso contrario si scivolerebbe dalla “moral suasion” in vere e proprie pratiche commerciali scorrette».
Ma la presidente della Ruzzo Reti Alessia Cognitti spiega: «Si è trattato di un problema dovuto a sistemi non adeguati alla nuova normativa che abbiamo già risolto da mesi. Prima di riuscire ad adeguare i sistemi, abbiamo informato la cittadinanza della possibilità di non pagare la parte prescritta anche tramite comunicati. Per questo siamo tranquilli».
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