Coniugi truffati, in fumo 430mila euro

16 Ottobre 2016

Due promotori finanziari finiscono a processo: promettevano guadagni dagli investimenti, ma i soldi sono spariti

TERAMO. I risparmi di una vita, il sogno di un investimento redditizio per assicurarsi una vecchiaia tranquilla e magari aiutare figli e nipoti. Come ogni genitore vorrebbe fare perchè 430mila euro non sono certamente pochi e allora perchè non fidarsi della persona conosciuta come professionista affidabile e serio e fare il salto in Borsa? Due coniugi teramani non solo non hanno visto utili, ma hanno perso anche tutti i soldi investiti in fantomatici prodotti finanziari con due tranche da 300 e 130mila euro. La loro denuncia ha fatto scattare un’inchiesta della procura al termine della quale il pm Stefano Giovagnoni ha firmato la citazione diretta a giudizio per due promotori finanziari teramani che il 22 febbraio prossimo compariranno a processo con l’accusa di truffa.

Secondo la ricostruzione dell’autorità giudiziaria i due, in concorso, avrebbero messo in atto «artifici e raggiri finalizzati alla truffa». In che modo? Per la procura prospettando a moglie e marito la possibilità di investire i risparmi in strumenti finanziari ad alta redditività e con la totale garanzia del patrimonio investito. E ancora, accusa la procura, facendo sottoscrivere ai coniugi un contratto di gestione dei loro risparmio in inglese (che moglie e marito non conoscono) con una società che, hanno successivamente accertato le indagini, era già stata segnalata dalla Consob perchè non autorizzata alla prestazione di servizi di investimento in Italia. E, sempre secondo le accuse della procura, i promotori avrebbero falsamente indotto i coniugi a pensare ad una gestione dei risparmi localizzata in Italia, fornendo un numero di telefono di riferimento che invece faceva capo ad un utenza di una società belga. Tra gli artifici contestati dalla procura anche quello di aver fatto credere che i soldi versati finissero su conti di banche italiane mentre, in realtà, così non era visto che le operazioni portavano ad un altro rapporto bancario estero inglese. Ma di quegli investimenti i coniugi non hanno saputo più niente e ogni tentativo di rientrare in possesso del capitale si è rivelato vano.

Così come vani si sono rivelati i tentativi di mettersi in contatto con i promotori per avere spiegazioni. Solo a questo punto moglie e marito si sono rivolti ad un legale (sono assistiti dall’avvocato Gennaro Cozzolino) e hanno presentato una denuncia. E’ scattata l’inchiesta, ci sarà un processo per accertare la verità. Almeno quella giudiziaria. Ma dei soldi, per ora, nessuna traccia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA