Consegnate al sindaco le chiavi dei negozi

12 Aprile 2019

Sit-in davanti al Comune e poi tutti in aula per il consiglio. Tassa sulle insegne: l’aumento resta, sarà cancellato dopo

ROSETO . Un cestino bianco, con dentro le chiavi delle attività commerciali di Roseto, lasciato sui banchi del consiglio comunale di fronte al sindaco Sabatino Di Girolamo. È il gesto simbolico scelto dai commercianti, presenti in massa in piazza della Repubblica, prima, e dentro l’aula consiliare poi durante la seduta del consiglio comunale, per protestare contro il peso dell’imposizione fiscale, in particolare sull’aumento del 30 per cento sull’imposta sulla pubblicità. Un aumento che il Comune ha annunciato di volere sospendere, ma che è stato ugualmente inserito nella delibera approvata ieri nell’ambito del bilancio di previsione 2019/2021, visto che non c’era il tempo necessario per modificarla a causa della scadenza impellente per l’approvazione del bilancio. C’è però stato l’impegno solenne del sindaco di riportarla nei prossimi giorni in giunta per sospendere questo aumento e successivamente per cancellarlo.
La protesta dei commercianti era cominciata nei giorni scorsi con la copertura delle insegne, alla quale hanno aderito circa 150 attività tra negozi e bar. Ieri alle 15.30 si sono radunati in piazza della Repubblica, insieme ai rappresentanti di altre associazioni del territorio come Roseto Incoming, Ara albergatori Roseto, balneatori e titolari di bed and breakfast. «Siamo qui», ha detto la vicepresidente di Assorose (associazione commercianti) Lucia Michini, «con tutte le associazioni, compatte, per dire basta a questi continui aumenti sulle piccole e medie attività del nostro territorio. Ma ciò che contestiamo a questa amministrazione è l’atteggiamento di prendere decisioni importanti che vanno a incidere pesantemente sulle attività e sui cittadini senza un confronto preventivo con le associazioni». «Vedo un pubblico molto folto», ha esordito nel suo intervento il sindaco, rivolgendosi ai commercianti, «e sono contento per la signorilità della vostra protesta. Sull’aumento ci si può rinunciare perché non dà un gettito elevato, e capisco anche la difficoltà di voi commercianti, vedendo la profonda crisi che sta investendo il settore, anche qui a Roseto. Queste chiavi devono restare saldamente nelle vostre mani perché il commercio è la linfa vitale della nostra città». Dai banchi dell’opposizione, però, tutti i consiglieri di minoranza hanno criticato l’atteggiamento dell’amministrazione in merito alla decisione di aumentare la tassa sulla pubblicità, per poi ricredersi in seguito alla protesta dei commercianti. «Prima di adottare certi provvedimenti deve riflettere, sindaco», gli ha obiettato il consigliere d’opposizione Enio Pavone, «viviamo in una repubblica democratica e non in una monarchia assoluta. Avete detto falsamente, nel comunicato stampa inviato mercoledì, che c’era stato lo stop agli aumenti, quando in realtà non è assolutamente vero, perché la delibera va approvata così com’è». Molto duro anche l’intervento di Alessandro Recchiuti: «Questo episodio dimostra la tua inadeguatezza a fare il sindaco, un atto di estrema debolezza politica. Hai scritto nel comunicato che non te ne frega nulla della protesta dei commercianti». In difesa del sindaco è intervenuto il consigliere di maggioranza Massimo Felicioni. «Vi invito a fare polemica in tutti i consigli comunali», ha detto Felicioni rivolgendosi ai commercianti presenti. «Era stato commesso un errore e si è tornati indietro. Se non avessimo esternalizzato il servizio su Tosap e pubblicità, avremmo dovuto impiegare i vigili urbani, ora in carenza di personale». Secondo il consigliere di minoranza Angelo Marcone il sindaco avrebbe rivisto la sua posizione per una questione politica. «Lei ha visto una cosa mai avvenuta prima», ha aggiunto Marcone, «ossia la copertura di insegne dei negozi in tutto il territorio. E non venga qui a dire che gli aumenti non ci sono più».
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