Consiglio sul sisma In dubbio la presenza del direttore dell’Usr

Marcello D’Alberto non ha risposto all’invito del Comune Ci sarà Lolli per rispondere alle richieste sull’emergenza
TERAMO. Si va in aula con il dubbio su D’Alberto: non il sindaco Gianguido, ma il direttore dell’Usr Marcello. È questa l’incognita che pesa, insieme alla polemica dei Cinque stelle per l’organizzazione dei lavori, sul consiglio comunale straordinario dedicato alla ricostruzione. La seduta, allargata alla partecipazione di rappresentanti di istituzioni ed enti chiamati a farsi carico delle lentezze procedurali per il superamento dell’emergenza post sisma, che conta ancora oltre quattromila sfollati nel Teramano, è preceduta dall’incertezza sulla partecipazione di uno degli ospiti principali.
DIRETTORE IN FERIE. All’invito, infatti, Marcello D’Alberto non ha risposto. Risulta in ferie e il Comune non è riuscito ad appurare se oggi alle 9, orario di convocazione della seduta, si presenterà in aula. Tutto lascia presagire che non ci sarà e così al confronto mancherà l’interlocutore più diretto dell’amministrazione cittadina sui tanti problemi della ricostruzione lumaca. A rispondere alle sollecitazioni contenute nel documento che verrà letto dal sindaco Gianguido D’Alberto e che deriveranno dai successivi interventi dei consiglieri sarà Giovanni Lolli. Il governatore vicario illustrerà le misure per accelerare le pratiche sul ripristino delle case inagibili e sulla riorganizzazione dell’ufficio speciale che ha rimesso in discussione l’incarico sempre più precario del direttore. All’appello mancherà anche il commissario per il terremoto del Centro Italia Piero Farabollini, ma questo si sapeva già da qualche giorno. La sua recente visita in città per incontrare sindaco e capigruppo consiliari è stata un’implicita risposta negativa all’invito per la seduta di oggi. Saranno presenti, invece, il prefetto Graziella Patrizi, i parlamentari, tra cui il senatore ed ex governatore Luciano D’Alfonso, e i consiglieri regionali.
POLEMICA GRILLINA. Questi ulteriori ospiti, però, sono stati invitati solo come uditori: non avranno diritto di parola. Una limitazione che non piace alla capogruppo del Movimento 5 stelle Pina Ciammariconi. «Mi è sembrata molto strana e inopportuna», afferma, sottolineando di essersi dissociata da questa scelta. Per la rappresentante dei Cinque stelle sarebbe stato molto utile ascoltare parlamentari che potrebbero essere molto utili, in particolare «i nostri due parlamentari teramani Fabio Berardini e Antonio Zennaro». Assurda, secondo Ciammariconi, è la motivazione legata a «problemi logistici e di tempo» con cui è stata giustificata la decisione. «Nonostante si sia detto tantissime volte che per venir fuori da questo immobilismo occorre superare differenze e diffidenze politiche», rileva la capogruppo, «si è scelto di non far intervenire i deputati». Data questa premessa, per Ciammariconi la presenza di Berardini e Zennaro è inutile. Impedire la loro partecipazione piena alla seduta, secondo lei, è «forse l’intenzione ultima di questa scelta assurda».
REPLICA IL PRESIDENTE.Immediata la risposta dell’amministrazione. La decisione di non far parlare i parlamentari e i consiglieri regionali è stata presa «per evitare il rischio di trasformare il consiglio in una inefficace passerella». Lo sottolinea il presidente del consiglio Alberto Melarangelo, secondo cui questa decisione è stata adottata all’unanimità dai capigruppo nelle due riunioni dedicate all’organizzazione della seduta straordinaria di oggi. Con lo stesso criterio è stato stabilito di far legger il documento al sindaco, di consentire gli interventi dei consiglieri e di ascoltare le risposte che a questo punto dovrebbero arrivare dal solo Lolli. Nel testo è stato già inserito, tra l’altro, l’emendamento di “Futuro in” che sollecita l’applicazione di sconti e rateizzazioni sulla restituzione delle tasse sospese ai terremotati. Al termine del dibattito è previsto il voto del documento. «Il prefetto, i consiglieri regionali, i parlamentari espressione della circoscrizione teramana e il commissario Ater Nicola Salini», conclude Melarangelo, «sono stati invitati a essere presenti chiedendo loro di riportare nei rispettivi livelli istituzionali le istanze che emergeranno dalla massima assise democratica della città».
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