«Consulta inconcludente e non trasparente»

Belgiglio, Varilli e Massi spiegano perché si sono dimessi dall’organismo e annunciano: non molliamo
GIULIANOVA. I dimissionari da membri della consulta del commercio Pietro Belgiglio, Marco Berilli e Gianni Massi hanno spiegato sabato scorso, nel corso di una conferenza stampa al bar del Corso, i motivi della loro decisione, primo tra tutti il fatto che la consulta, secondo loro, si è rilevata inconcludente. «Dal settembre 2014», hanno raccontato i tre, «abbiamo dato il nostro apporto depositando numerose istanze, approfonditi studi e proposte migliorative del regolamento comunale. Abbiamo partecipato a numerose riunioni sull’argomento e siamo stati in attesa di risposte che non sono mai pervenute».
I dimissionari hanno chiarito anche che non hanno riscontrato la trasparenza richiesta durante gli incontri. «Fin dalla prima riunione», hanno continuato Belgiglio, Berilli e Massi, «abbiamo chiesto che fossero ispirate alla massima trasparenza. Abbiamo proposto delle web cam, di registrare le riunioni, abbiamo chiesto una democratica rotazione della presidenza, immediatezza e chiarezza degli ordini del giorno e dei verbali, rimozione dei componenti assenti. Ciò non è avvenuto. Ad oggi mancano molti verbali importanti, non c’è stata chiarezza negli ordini del giorno, c’è stato il tentativo di secretare le attività che svolge la consulta. Non sono transitate le iniziative che vari soggetti economici proponevano per l’estate giuliese. Siamo arrivati agli inizi di giugno e solo il 16, a manifestazioni iniziate, ne abbiamo avuto contezza al pari di tutti i cittadini».
Ma non è tutto. I tre hanno anche riferito che «pur essendo la consulta del commercio costituita da numerose persone impegnate nella politica attiva in ruoli di rilievo», alcuni di loro hanno subito attacchi personali per le attività tecniche svolte in ambito comunale: il riferimento è a Pietro Belgiglio, commercialista, chiamato da Forza Italia a svolgere un ruolo tecnico all’interno della commissione bilancio. A questo proposito, Belgiglio ha più volte ribadito il suo essere «indipendente dalla politica» e di aver prestato solo un apporto legato alla sua professione. Dimissioni a parte, Belgigio, Berilli e Massi hanno assicurato che continueranno a svolgere la loro attività a favore dei commercianti indipendentemente dall’appartenenza o meno alla consulta. «Ci siamo sempre ispirati alle analisi, grandi battaglie e posizioni della Confcommercio nazionale», hanno concluso i dimissionari, «e continueremo a farlo. Oramai il federalismo locale, la crisi economica, la tassazione locale e le difficoltà in cui si trovano gli enti locali a far quadrare i conti riconducono ad un ruolo centrale la presenza sul territorio dei comitati comunali delle associazioni. Continueremo ad invitare a lavorare assieme le altre associazioni, ove necessario, pur rimanendo indipendenti e trasparenti verso il mondo del commercio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

