Contagi in ospedale L’inchiesta va verso l’archiviazione

Dopo un anno di indagini la Procura è pronta a chiudere Non sarebbero emersi profili di responsabilità penale
TERAMO. L’inchiesta sui contagi all’ospedale Mazzini avvenuti nei primi drammatici giorni dell’emergenza Covid, dopo un anno di indagini con l’audizione di decine di persone informate sui fatti e l’acquisizione di svariata documentazione, si avvia verso una richiesta di archiviazione. Potrebbe essere questa, infatti, la strada scelta dalla Procura che, dopo aver valutato documentazione e audizioni, non avrebbe ravvisato ipotesi di reato perseguibili.
L’inchiesta era stata aperta nel marzo del 2020, quindi nel pieno della prima ondata per lesioni colpose. In particolare, così come stabilito dall’articolo 590 del codice penali, per fatti commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni. Un fascicolo nato e rimasto senza indagati. I pm titolari del fascicolo, Davide Rosati e Stefano Giovagnoni, dopo aver visionato tutta la documentazione e le testimonianze messe insieme dagli uomini del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza (delegata alle indagini), nelle scorse settimane hanno preso visione anche dell’ultima integrazione di indagine rimessa sull’ondata di contagi avvenuto tra febbraio e marzo del 2020 tra il personale e i malati del Mazzini.
L’obiettivo dell’autorità giudiziaria è stato quello di verificare l’applicazione di tutte le normative relative alla sicurezza e di verificare una ipotetica violazione di disposizioni e protocolli. Obiettivo che hanno perseguito molte altre Procure italiane che hanno indagato sull’emergenza Covid della prima ondata.
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