Contesa con la Asl Il cardiologo torna in aspettativa

28 Agosto 2015

Sospesa l’ordinanza per cui deve rientrare al Mazzini Il legale: è da tempo in malattia perché l’hanno aggredito

TERAMO. Ribaltata in poche ore la situazione che vede contrapposti la Asl e il cardiologo Tito Di Camillo. L’azienda, per carenze in organico, aveva richiamato il suo dipendente che, in aspettativa, da qualche mese stava lavorando in Francia. Ma Di Camillo ha presentato un ricorso ex articolo 700 in tribunale perchè l’aspettativa negata gli fosse concessa, ma il giudice Giuseppe Marcheggiani ha dato, in attesa del pronunciamento di merito, ragione alla Asl. Ora però l’avvocato del cardiologo, Sigmar Frattarelli, ha presentato un reclamo contro la decisione e il giudice Maria Rosaria Pietropaolo ha sospeso l'esecuzione del provvedimento con cui è stato intimato a Di Camillo di rientrare al Mazzini.

Non solo. Il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, ha ritenuto «strano» in un’intervista la presentazione da parte di Di Camillo di un certificato medico di tre mesi. Un’affermazione che secondo Frattarelli indirettamente conferma «un atteggiamento di ingiustificato accanimento» nei confronti del medico, emerso già in precedenza. L’avvocato osserva che la presentazione del certificato è stata di molto precedente all’ordinanza del 10 agosto con cui Marcheggiani ordinava il rientro al Mazzini. Il 24 luglio, cioè «in tempi non sospetti Di Camillo a Bologna è rimasto vittima di un’aggressione di un balordo che gli ha procurato lesioni in particolare a un occhio e questo è stato il motivo della sua attuale malattia», fa notare Frattarelli, «pertanto, non è assolutamente vero che a seguito dell'ordinanza del giudice Marcheggiani, Di Camillo si è messo in malattia: tutto è accaduto prima della predetta ordinanza e, quindi, se lo stesso non avesse subito l'aggressione e le conseguenti lesioni avrebbe di certo rispettato l'obbligo di fare rientro a Teramo». L’avvocato ritiene «subdola e strumentale», la ricostruzione del direttore generale: «mira a far apparire un comportamento scorretto del dottor Di Camillo che non esiste, e se il fine è quello di scaricare sullo stesso le più serie e complessive problematiche generali della Asl di Teramo, ciò non è accettabile e profondamente ingiusti». Peraltro, sottolinea Frattarelli, il certificato scadrà il 16 settembre: è più breve di quanto sostenuto dal direttore generale. Infine l’avvocato ribadisce che l’aspettativa è un diritto del medico che non può essere negato «e su questo auspichiamo in una positiva decisione sul reclamo proposto», che sarà discusso il 18 settembre. (a.f.)

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