Contestati i bandi del Comune per gestire parcheggi e palasport

21 Aprile 2018

Cgil e Cisl contro la gara per le strisce blu: «Saranno impiegati solo nove operatori degli attuali 28» Canzio: si regalano gli impianti sportivi ai privati per vent’anni massacrando le società dilettantistiche

TERAMO. I bandi per parcheggi e impianti sportivi finiscono nell’occhio del ciclone. A scatenare fulmini e saette contro i due provvedimenti, uno già pubblicato l’altro di prossima emissione dal parte del commissario del Comune Luigi Pizzi, sono i sindacati e la Lega. In entrambi i casi viene contestata la sostanza delle misure indicate dal prefetto e s’invocano dietrofront da parte della prossima amministrazione.
IN PIAZZA. I 28 lavoratori della Tercoop impegnati nella gestione delle “strisce blu” in cento, giovedì prossimo terranno un sit-in di protesta contro i criteri di riaffidamento delle aree di sosta a pagamento. Sarà la prima di una serie di iniziative di contestazione annunciate da Cgil e Cisl per bloccare la procedura che sarà avviata con l’imminente pubblicazione del bando. Ad anticiparne i contenuti è stato lo stesso Pizzi nel corso di un recente incontro in Comune con le delegazioni delle due organizzazioni di categoria. «Ci è stato comunicato che, contrariamente a quanto era stato assicurato, la gara per l’assegnazione del servizio dei parcheggi e di ausiliari al traffico sarà al ribasso», fanno sapere Giovanni Timoteo ed Emanuela Loretone della Cgil e Fabio Benintendi e Luca Di Polidoro della Cisl, «il nuovo bando garantirà nove posti di lavoro contro i 28 attuali». L’introduzione dei parcometri per il pagamento della sosta decimerà gli operatori in servizio.
LA CONDANNA. I due sindacati, insieme alle categorie di riferimento Filcams e Fisascat «condannano con forza» l’impostazione del bando. «Taglia 19 posti di lavoro, nuoce al servizio e di conseguenza», affermano i sindacalisti, «rischia di far avere minori introiti al Comune». Cisl e Cigl tra l’altro ricordano che a questa soluzione, adottata dal commissario «mentre si prepara a lasciare la città che tra meno di due mesi avrà una nuova guida amministrativa e politica», è emersa «dopo rinvii, riunioni a vuoto, fumosità, incoerenze di vario genere e promesse non mantenute, da parte di tutta la politica locale, che hanno avuto come unico risultato un impoverimento dei lavoratori, i quali hanno rinunciato a quote consistenti di un salario già basso».
FERMARE TUTTO. Va bloccata, invece, la procedura già partita per l’individuazione dei nuovi gestori dei palazzetti dello sport di Scapriano e dell’Acquaviva. La sollecitazione parte dall’ex assessore e ora coordinatore comunale della Lega Roberto Canzio che invita il commissario ad annullare o comunque sospendere il bando per i due impianti «lasciando l’onere di realizzarne uno più rispondente alle finalità pubbliche per cui questi sono stati realizzati alla nuova amministrazione». Secondo il dirigente del Carroccio, infatti, il sistema di liberalizzazione delle tariffe previsto da Pizzi comporta il pericolo che «le società sportive dilettantistiche saranno massacrate economicamente dalle nuove quote che non saranno più stabilite dal Comune ma dai gestori i quali potrebbero chiedere somme insostenibili, impedendo o complicando al massimo la possibilità di far svolgere le varie pratiche sportive ai nostri giovani teramani».
NO AL PADRONE. La gara avviata dal commissario, insomma, a detta di Canzio favorirà la privatizzazione di fatto dei palazzetti realizzati con fondi pubblici, ma che i prossimi vent’anni resteranno sotto il controllo assoluto di chi ne acquisirà la gestione. Questo avverrà «senza che il privato abbia sborsato per la loro realizzazione un solo euro e paghi, per averne la proprietà, l’esorbitante cifra di 200 euro annui per l’impianto di Scapriano e 150 per quello dell’Acquaviva». Il riferimento da parte di Canzio ai costi a carico dei gestori è ironico, ma gli permette di ricordare che la passata amministrazione aveva previsto la compartecipazione economica alle spese di funzionamento degli impianti, quantificabile intorno al 20% degli esborsi per le utenze, allo scopo di preservarne «la finalità pubblica e sociale, obbligando i gestori ad accettare le proprie tariffe, stabilendo agevolazioni ed esenzioni a favore delle società dilettantistiche ai massimi livelli e a favore di categorie di fruitori tra i quali disabili e giovani».
LA REPLICA. Per il commissario, però, «l'attuale gestione degli impianti, affidata peraltro con ripetute proroghe alla medesima società, prevede il pagamento di un canone di 600 euro annui e l'accollo da parte del Comune di tutte le spese relative alle forniture che, secondo recenti calcoli, ammontano a circa 170mila euro». Il nuovo sistema, insomma, garantirà un enorme vantaggio economico all’ente e «consentirà nel contempo di assicurare la piena regolarità amministrativa e contabile dell'affidamento». Sulle tariffe, inoltre, Pizzi tiene a precisare che la loro liberalizzazione, con la cancellazione di «alcune incomprensibili esenzioni», è destinata a «rendere maggiormente profittevole la gestione degli impianti e favorire la partecipazione più ampia alle procedure concorsuali, tenuto conto peraltro che quelle precedentemente bandite erano andate per ben due volte deserte».
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