Contratti fasulli per la luce Procacciatori condannati

Devono pagare una multa di 11.250 euro ciascuno: hanno messo firme false allo scopo di avere provvigioni, al posto di una cliente e del parroco di Colledara
TERAMO. Falsi contratti di fornitura di energia elettrica: condannati i due procacciatori che hanno fatto cambiare fornitore ad alcuni clienti fra Colledara e Tossicia, ovviamente a loro insaputa. Il gip Giovanni de Rensis ha emesso un decreto penale di condanna nei confronti di D.F. 32 anni di Tossicia e di M.D.C., 25 anni di Pescara. Sono i due procacciatori condannati a pagare 11.250 euro di multa ciascuno.
Ha avuto un esito positivo la storia segnalata dal Centro a giugno, che riguardava un'abitante di Colledara, A.B., e la parrocchia di Colledara e Tossicia. Un caso seguito dall'associazione per i diritti del consumatori "Robin Hood" e poi sfociato in una doppia denuncia ai carabinieri, nel luglio scorso. Dopo le denunce dei clienti, i carabinieri hanno indagato e hanno scoperto chi aveva falsificato le firme del parroco di Tossicia e Colledara e di altri cittadini nei contratti di fornitura di energia elettrica a favore della "Green Network luce e gas".
L'indagine è partita a giugno per la querela presentata dal parroco ai carabinieri di Tossicia, che aveva segnalato il cambio del gestore di energia elettrica di tutte le sedi della parrocchia – la San Giovanni Battista e la San Giorgio – avvenuto a sua insaputa. Alla segnalazione del parroco ne era seguita un'altra, di A.B. signora residente nello stesso comune. I militari hanno acquisto le copie dei contratti e hanno accertato che le firme erano false. Al termine degli accertamenti i carabinieri hanno denunciato i due procacciatori. Il gip, alla fine, ha ritenuto che i due collaboratori della società “Plus Service Global” «al fine di procurarsi il vantaggio, costituito dalla percezione delle provvigioni relative all’attivazione di contratti per la fornitura di energia elettrica, incaricata di procacciare clienti per conto della società “Green network”, compilavano i relativi moduli di adesione», sostituendosi illegittimamente al titolare della fornitura. Tutto è iniziato quando ad A.B. è stata praticata una riduzione di potenza della luce. Quando ha chiesto informazioni all'Enel le hanno detto che aveva cambiato gestore: è caduta dalle nuvole. Così si è rivolta a "Robin Hood" . E si è scoperto che il Pod (codice che identifica il punto di rilascio dell'energia): risulta intestato alla parrocchia di San Giorgio, sempre a Colledara. La signora a questo punto ha contattato il parroco ed entrambi si sono rivolti ai carabinieri. Il parroco ha raccontato di aver ricevuto le bollette, ma di averle buttate pensando a un errore: la parrocchia è cliente e paga i conti all'Edison. «Ringraziamo i carabinieri che sono intervenuti facendo le indagini tempestivamente e individuando i colpevoli. Tutto questo rappresenta l'unico argine possibile al moltiplicarsi di queste situazioni. La gente ormai è spaventata e tutto questo riduce una sana concorrenza fra i vari gestori, turbata da soggetti che fanno contratti fraudolenti. La decisione del giudice è importante perchè produce effetti su tutto il sistema, non solo sui singoli interessati», commenta Pasquale Di Ferdinando, responsabile dell’associazione consumatori.
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