Contributi negati, gli sfollati non possono fare ricorso

“Robin Hood” segnala casi controversi di autonoma sistemazione non concessa e si rivolge al Difensore civico: «Se l’ufficio del Comune dice no, non esiste un altro organismo a cui appellarsi»
TERAMO. Contributi di autonoma sistemazione: probabilmente, come nella migliore tradizione italica, c’è qualcuno che ci “marcia”, ma a molti viene negato senza un perchè. E’ quanto denuncia l’associazione per la tutela dei consumatori “Robin Hood” che ieri ha tenuto una conferenza stampa su alcuni casi-limite. Ha partecipato anche la protagonista del caso forse più paradossale, Stefania Fantino.
La donna, con marito, figlia e l’anziano padre ha deciso «di trasferirsi a Teramo da Milano per stare più tranquilla in una bella regione come l’Abruzzo». Ma dal 2016 vive in una specie di incubo burocratic o.
«Mi sono trasferita nel 2014 in una casa in affitto – con contratto regolarmente registrato – in viale Cavour», racconta la donna, «dopo il terremoto dell’agosto 2016 siamo venuti a conoscenza che la palazzina, che era regolarmente abitata anche da altri condomini, era classe E dal 2009. Non era sicuro abitare lì dentro: a comunicarcelo è stata l’impresa che si era aggiudicata i lavori di messa in sicurezza. E’ stato uno shock, sia perchè avevamo corso un pericolo, sia perchè bisognava trovare una casa nuova in un periodo in cui era praticamente impossibile». Intanto il proprietario di casa, che dice di non sapere nulla dell’inagibilità, le ha chiesto persino sei mesi di penale perchè è andata via. A dirla tutta il padre dell’attuale proprietario, ora defunto, aveva acquistato la casa all’asta dal tribunale del 2010: è stata venduta dunque una casa inagibile.
«La prima cosa assurda», incalza Stefania Fantino, «è come al Comune mi abbiamo dato la residenza e mi abbiamo fatto allacciare il gas in un immobile inagibile classificato E e con un’ordinanza di sgombero. Ma la parte ancora più assurda arriva con la comunicazione ufficiale che non avevano diritto al Cas». Per tre volte la famiglia chiede chiarimenti al Comune, ogni volta le motivazioni sono diverse fino alla terza e definitiva: l’immobile era già inagibile per il terremoto del 2009. La famiglia ora ha trovato casa a Giulianova, a un affitto più costoso, si è dovuta pagare da sola il trasloco e il costo di attivazione delle utenze. «Io esisto solo quando devo pagare, ma non quando ho dei diritti: questo dedico dalla storia che sto vivendo», conclude Fantino, «vorrei solo che qualcuno ci mettesse la faccia e mi desse una spiegazione».
E’ questo sostanzialmente il problema di tutti coloro che si vedono rifiutare il Cas, fa notare il presidente dell’associazione “Robin Hood” Pasquale Di Ferdinando: manca una struttura garanzia che tuteli i cittadini e a cui si possa far ricorso. «Noi abbiamo presentato ricorso al Difensore civico, che a questo punto è l’unico organismo che può farsi carico di questa storia», osserva Di Ferdinando, «questo, come gli altri due casi, sono punte di iceberg. Se un ufficio pubblico stabilisce l’applicazione di una norma in un determinato modo non c’è possibilità di appello. Non c’è un organo a cui adire. Noi abbiamo anche scritto al commissario per la ricostruzione: non ci ha nemmeno risposto».
Anche gli altri casi hanno rivolti paradossali. Uno riguarda Cellino. «In paese c’è un campanile pericolante e il sindaco ha chiuso la strada che vi passa sotto dichiarando l’area zona rossa», racconta Di Ferdinando, «chiudendo però l’unica strada di accesso ad alcune case. Il sindaco però ha dimenticato di fare un’ordinanza relativa alle abitazioni, i cui proprietari – noi assistiamo C.F. – non possono percepire il contributo di autonoma sistemazione». Il terzo caso è invece avvolto nel mistero. «Non si capisce per quale motivo l’autonoma sistemazione sia stata negata dal Comune di Torricella a un imprenditore, P.F., la cui casa è inagibile. Lui in quella casa aveva residenza, contratti per le utenze e relativo consumi», osserva il presidente di “Robin Hood”. Sempre legati al terremoto si segnalano casi a Montorio, Torricella e Tossicia «di avvocati che propongono contratti di assistenza legale per ottenere la riduzione nel pagamento delle bollette. In realtà la riduzione di circa il 40%è per tutti quelli che vivono nel cratere, non serve l’avvocato».
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