Contributi per gli sfollati, da settembre si cambia: niente aiuti agli affittuari

25 Giugno 2024

La gestione del Cas passerà dalla Protezione civile al commissario Castelli: assistenza da rivedere. D’Alberto: garanzie agli inquilini Ater

TERAMO . Cambiano le regole per gli aiuti agli sfollati del Centro Italia. Dal 1° settembre la gestione dei contributo di autonoma sistemazione (Cas) passerà dalla Protezione civile alla struttura commissariale per la ricostruzione, ma soprattutto usciranno dal sostegno gli affittuari di case risultate inagibili per i danni causati dal terremoto. È quanto stabilisce il decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri sulle misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell'area dei Campi Flegrei. «Si tratta di provvedimento atteso e condiviso con il ministro Musumeci e con il Dipartimento di Protezione civile», sottolinea il commissario Guido Castelli, «il Cas è stato un fondamentale strumento di supporto alle popolazioni dell’Appennino centrale nel post-emergenza ma oggi è doveroso cominciare a guardare oltre e aprire sull’opportunità di rimodulare l’assistenza per chi non ha ancora, in assenza di impedimenti oggettivi, presentato il progetto di ricostruzione».
Sul passaggio di competenze nella gestione dei contributi Castelli evidenzia che «si tratta di un compito e di una responsabilità che assumo, insieme agli uomini e alle donne della struttura commissariale, nella consapevolezza dell’importanza dell’attività che ci attende». Il commissario, inoltre, ringrazia il Governo «per questo attestato di fiducia, che ci impone a metterci al lavoro fin da subito». A partire dal 1°settembre il Cas cambierà anche nome: si chiamerà “Contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione” e sebbene sarà in gestione alla struttura commissariale continuerà a essere erogato dai Comuni. Gli affittuari che nel frattempo sono risultati assegnatari di alloggi alternativi, le cosiddette Sae (Soluzioni abitative di emergenza), si vedranno applicato un canone agevolato, ridotto anche rispetto a quello versato per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Resta ferma, in ogni caso, per i proprietari che ricevono il Cas o sono beneficiari di Sae, la scadenza del 30 giugno per presentare il progetto di ricostruzione in assenza di impedimenti oggettivi. In caso di inadempimento gli aiuti verranno sospesi fino a quando la lacuna non sarà colmata.
«La norma appena approvata va nella direzione della progressiva uscita dall’emergenza verso un sistema di ricostruzione che tiene comunque conto delle difficoltà abitativa ancora esistenti», tiene a sottolineare il sindaco Gianguido D’Alberto, che è anche delegato per il cratere sismico dell’Anci, l’associazione dei Comuni, «con la struttura commissariale porteremo avanti il lavoro avviato con la Protezione civile, nell’auspicio che si conservi il rapporto positivo creato con le amministrazioni». In riferimento all’eliminazione del Cas per gli affittuari il primo cittadino sottolinea comunque un aspetto particolare. «È importante continuare a tutelare gli inquilini delle case popolari», rileva, «perché si trovano in condizione particolare, diversa da quella di chi aveva in affitto un’abitazione di altro genere lesionata dal sisma». D’Alberto sollecita un emendamento al testo approvato. «L’evidente ritardo dell’Ater nella ricostruzione non può ricadere sugli inquilini», conclude, «a loro va garantito un regime speciale».
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