Controlli dell’Anas sui ponti della città

24 Luglio 2020

È stato stabilito in un incontro tra il Comune, l’azienda stradale e il commissario alla Ricostruzione

TERAMO. Ponte San Ferdinando, ponte San Francesco, ponte a catena, viadotto di Cartecchio. Sono alcune delle infrastrutture i cui progetti di riqualificazione e sistemazione sono sul tavolo dell'Anas e di cui si è discusso ieri mattina nell'incontro a Roma, nella sede della struttura commissariale per la ricostruzione, tra il sindaco Gianguido D’Alberto, il vicesindaco Giovanni Cavallari e l'ingegnere Fulvio Maria Soccodato, responsabile Anas per l'assetto infrastrutturale della rete, alla presenza dello stesso commissario Giovanni Legnini. La ricostruzione del territorio, per gli amministratori teramani, passa infatti anche attraverso gli interventi su viabilità ed infrastrutture, che rappresentano una linea di intervento strategica e la riunione di ieri ha rappresentato l'occasione sia di fare il punto sugli interventi avviati dall’Anas su ponte San Gabriele sia per discutere di ulteriori interventi che il Comune ha sottoposto all'attenzione della società.
«A breve i tecnici dell'Anas effettueranno un sopralluogo», ha annunciato Cavallari, «per valutare se ci sono le condizioni per effettuare lavori su tutta una serie di ulteriori infrastrutture rispetto le quali il Comune ha già presentato i relativi progetti». Subito dopo la tragedia del ponte Morandi, infatti, il ministro Toninelli aveva chiesto a tutte le realtà locali di effettuare una ricognizione di ponti e infrastrutture. Attività che il Comune di Teramo ha portato avanti prima con l'assessore Stefania Di Padova e successivamente con l'assessore Cavallari, per poi trasmettere all'Anas ad aprile di quest'anno tutta la relativa documentazione su interventi che l'ente considera strategici.
Interventi di cui si è discusso anche ieri mattina. «Si è trattato di un incontro positivo», ha commentato il primo cittadino, «che ha confermato come l'inequivocabile isolamento di cui il nostro Comune è stato a lungo vittima non esiste più ed è pienamente e autorevolmente superato. Ne dà misura, la capacità di trovare ascolto e confronto con le altre istituzioni, per mezzo di un dialogo nel quale ci poniamo alla pari, rispettando competenze e attribuzioni ma anche facendo valere ragioni ed esigenze significative e finalmente riconosciute. Ringrazio l’Anas per la sensibilità e l’attenzione manifestate verso il nostro territorio già dai responsabili del dipartimento di competenza ed ora rafforzate dai vertici nazionali». (a.mar.)
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