Controlli della guardia costiera negli chalet
Gli accertamenti riguardano il rispetto delle concessioni demaniali e la regolarità delle costruzioni
GIULIANOVA. I controlli sulla spiaggia non si esauriscono con la fine della stagione estiva e così la guardia costiera, in collaborazione con l’Agenzia del demanio, sta controllando le concessioni degli stabilimenti balneari. Questo tipo di attività, peraltro avviata già dal mese di giugno con l’ausilio degli uffici tecnici dei comuni interessati, ha riguardato tutta la costa teramana. Accertamenti sono avvenuti già a Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Roseto, Pineto e Silvi. Mancava solo Giulianova e così in questi giorni si sta provvedendo a chiudere il cerchio. Sembra che le verifiche vengano rivolte principalmente a quelle concessioni che hanno avuto in passato problemi con il pagamento dei canoni o a quei fabbricati realizzati sull’arenile e successivamente acquisiti allo Stato. La conferma dell’attività di controllo viene dal tenente di vascello Claudio Bernetti, responsabile della Guardia costiera per la provincia di Teramo: «L’attività di verifica è in corso e si esaurirà a campione entro il 15 ottobre. I controlli vengono portati avanti con l’Agenzia del demanio e l’ufficio tecnico del Comune di Giulianova. Scopo degli accertamenti, che in futuro saranno allargati ad una maggiore quantità di concessioni, è quello soprattutto di verificare la corretta realizzazione delle infrastrutture in base alla progettazione a suo tempo esibita e alla concessione ottenuta. Naturalmente le verifiche riguarderanno anche il rispetto degli spazi imposti dalle norme nonché la regolarità dei pagamenti dei canoni e le tempistiche con cui questi sono stati effettuati». Bernetti va oltre e sottolinea: «I nostri controlli, periodici sistematici e costanti, mirano ad accertare le varie rispondenze secondo quanto riportato sul progetto approvato al concessionario. E’ chiaro che la nostra azione è diretta anche e soprattutto ad individuare eventuali abusi edilizi in ambito demaniale».
Alfonso Aloisi
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