Convegno sulla massoneria E subito scoppia la polemica

TERAMO. Un’università può organizzare un convegno sulla massoneria? E’ la domanda di fondo su cui ruota una polemica lanciata da ilfattoquotidiano.it su un convegno organizzato dall’ateneo teramano...
TERAMO. Un’università può organizzare un convegno sulla massoneria? E’ la domanda di fondo su cui ruota una polemica lanciata da ilfattoquotidiano.it su un convegno organizzato dall’ateneo teramano per il 16 alle 9.30 su “Trecento anni di storia della massoneria. La Gran Loggia d’Italia».
Il sito ieri ha riportato lo sconcerto di alcuni docenti – rimasti anonimi – per il convegno che avrebbe «carattere celebrativo più che scientifico». E ha interpellato il rettore emerito Luciano D’Amico – moderatore con il gran maestro vicario Luciano Romoli – che ha difeso la scelta di parlare della massoneria come una protagonista della storia. Affermando che si può parlare di questa come di Olocausto. Spiega il rettore Dino Mastrocola: «Ho ricevuto la richiesta riguardo al convegno da colleghi di tre facoltà e l’ho portata in Senato accademico: abbiamo deciso di sentire le facoltà di appartenenza dei tre docenti. Due hanno mandato un responso, positivo: il senato ha deliberato all'unanimità di sostenere il convegno e il Cda ha deliberato lo stanziamento di 2000 euro col parere positivo dei revisori. Non è detto che si consumeranno tutti». Sull’opportunità di parlare di massoneria: «La mia università sarà sempre aperta a confronti culturali su eventi e fatti storici e non pseudostorici. E non ho ricevuto alcuna protesta: se c'erano dubbi sarebbe stato opportuno segnalarli al senato accademico».

