«Cordolo sul corso, ennesimo pastrocchio del Comune»
TERAMO. «L'ennesimo pastrocchio». Per il capogruppo in Comune di "Insieme possiamo" Gianguido D'Alberto non c'è altra espressione possibile per definire la decisione del Comune di pedonalizzare tutto...
TERAMO. «L'ennesimo pastrocchio». Per il capogruppo in Comune di "Insieme possiamo" Gianguido D'Alberto non c'è altra espressione possibile per definire la decisione del Comune di pedonalizzare tutto corso San Giorgio. Il tentativo fatto nei giorni scorsi di installare un cordolo a tutela dei pedoni lungo il tratto dall'incrocio con via Cerulli Irelli allo sbocco in piazza Garibaldi è stato, a detta del consigliere, solo una «scusa risibile». L'amministrazione, a suo giudizio, «fa marcia indietro» sul ritorno delle auto nella parte alta del corso una volta conclusi i lavori di ripavimentazione, nascondendosi dietro l'esito negativo della prova fatta nei giorni scorsi. «L'installazione del cordolo era prevista nel progetto iniziale», evidenzia D'Alberto, «come può accorgersi solo oggi che non va bene?». Per l’esponente dell’opposizione si tratta di un ulteriore «sintomo di superficialità» nella pianificazione degli interventi in città e comunque la motivazione fornita dal sindaco Maurizio Brucchi per giustificare la scelta sulla pedonalizzazione completa del corso non è credibile. D'Alberto pone un altro dubbio a confutazione delle argomentazioni del primo cittadino. «Se si tratta di una prova», domanda, «perché è stato posizionato un cordolo definitivo e non provvisorio?». Il dietrofront da parte dell'amministrazione, secondo il consigliere ex Pd, si rifletterà sul progetto e su altre possibili lungaggini nell'ultimazione dell'opera. «Servirà una variante rispetto al progetto approvato», afferma, «che comporterà il rischio di nuovi costi e altri ritardi rispetto alla scadenza ormai superata del 23 agosto per la riconsegna dell'opera». La riqualificazione di corso San Giorgio, insomma, è «la fotografia impietosa» delle incertezze dell'amministrazione che abbracciano anche la regolamentazione della viabilità. «Il piano urbano del traffico, costato decine di migliaia di euro, è stato abbandonato per problemi tecnici ma soprattutto politici», sostiene D'Alberto, «e nel caos non si capisce che tipo di pedonalizzazione si intende mettere in atto in centro storico». Un esempio eclatante, a detta del consigliere, è rappresentato da via Vinciguerra: «Con la chiusura dello sbocco sul corso è soffocata dal traffico, ma per il sindaco va tutto bene». Il consigliere chiede chiarezza anche sui materiali per completare la pavimentazione: «Vogliamo sapere se ci sono tutti, finora nessuno ci ha risposto: siamo sicuri che i lavori non s'interromperanno ancora?». (g.d.m.)
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